L’ultima eccezionale scoperta agli scavi di Pompei. È stato ritrovato il cavallo bardato di un comandante nei pressi della villa suburbana di Civita Giuliana. Nello stesso luogo, a maggio, il primo calco di un cavallo.

Alto, possente, con la sella riccamente decorata di bronzo appena montata e il muso di splendidi finimenti. Il cavallo del comandante era ancora legato nella stalla quando la violenta colata lavica cominciò a disintegrare la città di Pompei. E per lui e per chi non è riuscito a fuggire una fine atroce, avvolti dalla cenere e dai vapori bollenti. Questo è l’ultimo eccezionale ritrovamento negli scavi pompeiani, avvenuto nella stalla della villa suburbana di Civita Giuliana. Lo scavo, è bene precisarlo, non fa parte del Grande Progetto avviato con i fondi europei.

Il cavallo, probabilmente appartenuto a un altissimo magistrato militare, al momento dell’eruzione era legato assieme ad altri due o tre cavalli. L’incombere delle ceneri e lo choc termico dovuto alle nubi piroclastiche hanno portato inevitabilmente alla loro fine.

L’immensa tenuta alla quale apparteneva la stalla si trova nella zona suburbana di Civita Giuliana, a nord della città campana. Già chiamata la “Tenuta del Sauro Bardato”, negli ultimi decenni è stata scenario delle attività illegali dei tombaroli, cessate proprio a seguito degli scavi cominciati a marzo in quest’area. Qui, a maggio, riemersero il primo cavallo della storia del sito di cui fu possibile ricavare il calco e altri numerosi reperti (una mangiatoia, anfore, utensili da cucina). Tutte queste scoperte confermano che si tratta di una tenuta prestigiosa, paragonata alla celebre Villa dei Misteri. Di seguito, le parole del direttore Massimo Osanna.

“Il ritrovamento eccezionale della stalla con il cavallo bardato è solo la prima di tante importanti scoperte che contiamo di fare. Stando anche a quello che venne ritrovato a inizio Novecento, la villa era di grandissimo pregio. Ambienti riccamente affrescati e arredati, sontuose terrazze digradanti che affacciavano sul golfo di Napoli e Capri, oltre a un efficiente quartiere di servizio, con l’aia, i magazzini per l’olio e per il vino, e ampi terreni fittamente coltivati.”

Nel 2019 saranno stanziati due milioni di euro dai fondi ordinari del sito archeologico. Un milione sarà riservato alle indagini archeologiche, mentre l’altro milione all’esproprio dei terreni su cui si dovrà scavare. Al termine dei lavori sarà possibile l’apertura al pubblico.

 

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