È irpina 3DRap la sturtup che ha presentato Poly, la stampante 3D piccola, ecologica, portatile e a batteria. Un’ autentica innovazione nel campo.

Sembra l’incipit di una di quelle favole dove dei ragazzi di provincia, accomunati dall’amicizia e dalla stessa passione, in questo caso l’ingegneria, progettano un programma talmente innovativo da battere i grandi nomi dei massimi esperti nel mare magno della tecnologia.

Così sono andate le cose per un gruppo di amici campani: quattro studenti di ingegneria, un designer e un web developer, sei in tutto. Al secolo: Domenico, Antonio, Beniamino, Davide, Giovanni e Adriano. Nati tutti sotto lo stesso cielo, cresciuti nella stessa terra, l’Irpinia.

Loro hanno lanciato la startup 3DRap che in un solo anno di lavoro è riuscita ad affermarsi su un mercato che tocca 70 Paesi nel mondo, e sta per tuffarsi nell’avventura del crowdfunding, una raccolta fondi online, per avviare una produzione massiva della piccola Poly: la prima stampante al mondo biodegradabile, portatile, multitool a batteria, capace di stampare anche cioccolatini.

Antonio e Beniamino si sono conosciuti nel laboratorio dove lavorano, si occupano di progettazione in 3D. Per un caso fortuito conoscono Domenico, o meglio lo seguivano sul suo blog 3DLab, dove parlava proprio del processo di costruzione della sua prima stampante 3D autoprodotta. Con essa aveva stampato un Tardis.

Tramite lo scambio di messaggi ha inizio un rapporto che da conversazione diventa  poi, proprio collaborativo. Così il 27 maggio 2016 nasce 3DRap e una nuova avventura lavorativa. Nel frattempo, al gruppo si sono aggiunti anche Davide, Adriano e Giovanni. A questo punto la lampadina accesa dell’innovazione, dai ristretti spazi del minuscolo borgo medievale di Capocastello veniva catapultata nell’enorme universo open-source che tutti i visionari e curiosi fruitori di internet conoscono. Quella chiave utile per aprire la porta di  qualche piccola stanza o garage dove nascono le idee ed entrare quindi in una community globale. Così il gruppo 3DRap ha avuto la possibilità di creare le proprie stampanti 3D.

Così questi ragazzi di provincia hanno conosciuto persone propense ad investire su quel loro mucchio di roba meccanica: pezzi di vecchi lettori dvd, parti di stampanti 2D e componenti di computer ormai preistorici, presentato dai ragazzi come la stampante del futuro.

Da quel “potenziale in essere”, è nata effettivamente Poly. Per avere ulteriori fondi, il gruppo ha portato in giro un prototipo di stampante 3D perfettamente funzionante. L’accoglienza è stata oltre ogni più rosea previsione, entusiasta! Al Technology Hub 2016 non esisteva una stampante così piccola, e tutti i visitatori hanno notato l’esistenza di questo curioso oggettino. La sua compattezza è stata anche la sua fortuna. Essendo un oggetto dalle dimensioni minute può essere riposto sulle scrivanie, nelle case e tra i banchi di scuola, o negli studi tecnici.

Poly è una stampante 3D la cui struttura è interamente stampata in 3D. Uno strumento multitool, che utilizza un firmware e un software open-source, fatta completamente in PLA, materiale biodegradabile. Totalmente ecologico.

È azionata da un motorino per dvd. Poly è una stampante dotata di ugello estrusore, laser per incisioni, un kit per cioccolato, tutti facilmente sostituibili grazie a un meccanismo di attacco e stacco magnetico. Oltre ai soliti disegni può realizzare anche oggetti in plastiche e cioccolatini. Un gioiellino alla portata di tutti e per tutti.  

Se si guarda al mare magno di internet o della tecnologia la Campania, l’Irpinia e ancor di più, il borgo di Capocastello, al confronto,  sono davvero dei puntini infinitesimali. Ma la filosofia dell’essere tutto raccolto e “a portata d’uomo” di questo paesello è stata pienamente tramandata in Poly, la stampante del futuro.

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