Il centro storico di Napoli è il cuore pulsante della città. L’associazione culturale Respiriamo arte lo sa bene, ed è per questo che dal 2013 ha scelto di proteggerlo.

Troppo spesso si sente dire che il centro storico di Napoli è meraviglioso, ma tenuto poco bene, poco valorizzato e che dir si voglia. Per rendere, finalmente, giustizia ad una rara perla del Belpaese, alcuni laureati napoletani, specializzati in campo artistico e letterario, decidono di unire le menti per un progetto innovativo.

Il 31 ottobre 2013 Simona Trudi, Angela Rogliani e Massimo Faella si riuniscono per dare ufficialmente vita al progetto “Respiriamo arte”. Costituiscono l’associazione culturale, senza finalità di lucro, proclamando il Consiglio Direttivo valido per il primo triennio. Trudi è vicepresidente, Faella presidente, Rogliani tesoriere. Respiriamo arte si avvale di un team fatto di laureati in architettura, lingue e letterature comparate, beni culturali e storia dell’arte. Un team a cui si sono aggiunte le entusiaste guide dei patrimoni che l’associazione protegge. La missione di Respiriamo arte è quella di portare alla luce luoghi dimenticati, ripulendoli (spesso letteralmente) dal degrado e dall’incuria cui sono stati infelicemente sottoposti per troppi anni.

Attualmente, l’associazione ha scoperto la bellezza antica di luoghi come quello della chiesetta di Santa Luciella ed il Complesso dei Santi Filippo e Giacomo. Il primo tesoro partenopeo si trova nel vico Santa Luciella, che collega San Biagio dei Librai e San Gregorio Armeno. Fondata prima del 1327 per volere del consigliere reale degli Angiò, Bartolomeo di Capua, la chiesa deve il suo nome alla custodia data ai pipernieri, nel corso del ‘700. I pipernieri scolpivano le pietre dure, e, temendo che le schegge potessero giungere negli occhi, iniziarono a venerare Santa Lucia, dedicandole il luogo. All’interno dell’ipogeo della Chiesa è presente un caso unico al mondo: un teschio con le orecchie. A riguardo, ci sono numerose leggende. La più quotata è sicuramente l’affidare al teschio il ruolo di intermediario tra aldilà e mondo terreno.

Nel Complesso dei Santi Filippo e Giacomo, al suo interno le giovani guide si occupano di spiegarne la storia, durante il percorso adatto ai visitatori. Quello che molti non sanno, è che Napoli è stata un grande centro di produzione della seta, settore trainante dell’economia del regno. L’importanza della Corporazione dell’arte della Seta, fondata nel 1477, è stata celebrata con la costruzione della Chiesa, iniziata a metà ‘500 e terminata solo a metà ‘700. Il percorso fatto dall’associazione permette di arrivare in aree prima irraggiungibili: la zona degli affreschi della cappella della chiesa, risalente al ‘500; la Sagrestia Settecentesca (che contiene anche capolavori della seta napoletana, tra cui vesti con il nero napoletano, colore richiestissimo); dal cortile interno si raggiungono i resti archeologici romani. L’associazione prevede anche percorsi didattici, adatti ai bambini e ai ragazzi. Respiriamo arte, quindi, è un progetto del tutto innovativo, frutto di tanta esperienza nella cultura dell’arte e della storia, e di voglia di fare. Se si crede tanto  in un progetto, è possibile rendere Napoli una città che valorizza la sua arte, che non la affossa e distrugge.

Mi piacerebbe lavorare come giornalista, amo scrivere ma la musica ha un suo spazio del tutto personale in me, in particolare lo studio del canto. Non sono pretenziosa ma nemmeno approssimativa, scrivo di ciò che vedo, leggo e sento, con un pizzico di obiettività.

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