Il museo anatomico della SUN riapre (e gratuitamente!) per la cultura campana

Il 14 marzo è stato riaperto il Museo anatomico, ubicato presso l’Istituto di Anatomia Umana nei chiostri di Santa Patrizia della Seconda Università degli Studi di Napoli, uno dei più grandi e antichi al mondo, che fu chiuso nel 1980 a causa di un terremoto.

Nello stesso giorno della riapertura, presso il Complesso di Santa Patrizia, via Luciano Armanni 5, si è tenuto un convegno dal titolo «Museo Anatomico: testimone di Napoli dal mito alla scienza» in cui è stata ripercorsa la storia di questa prestigiosa istituzione scientifica, e a cui hanno partecipato Giuseppe Paolisso, rettore della Sun; Luigi De Magistris, sindaco di Napoli; Stefania Gigli, direttore del Museo delle Scienze e delle Arti; Michele Papa, responsabile del Museo di Anatomia.
Il museo fu fondato tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, principalmente a scopo didattico e grazie ad una serie di collezioni che vi furono collocate in seguito all’affermazione delle teorie evoluzionistiche di Charles Darwin.

Nel museo è presente una sezione che concerne l’anatomia, in cui troviamo anche modelli in cera di organi interni curati da Francesco Citarelli, e una sezione che riguarda l’anatomia patologica, ramo dell’anatomia che studia le varie malformazioni come i feti malformati; ci sono anche rarissimi strumenti chirurgici e rari testi di medicina scritti tra il Quattrocento e l’Ottocento.

Molto importante è la sezione di farmacologia che conserva reperti e apparecchiature testimonianti lo sviluppo della ricerca scientifica e farmacologica in particolare.

L’ingresso è gratuito, dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00, su appuntamento.

Sono Angelamaria Saturno (per tutti Angela), ho quasi 18 anni, abito ad Acerra e frequento il liceo linguistico. Sono un'avida lettrice di libri e una sognatrice ad occhi aperti. Nel tempo libero mi diletto nella scrittura e nello sport. Sono molto ottimista e difficilmente getto l'osso, chi mi conosce lo sa! Questo progetto è un grande portone che si è spalancato per me e ne sono grata perché è ora che si dimostri che la Campania non è solo spazzatura.

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