Presso il Museo del Real Bosco di Capodimonte adottati 5 capolavori da imprenditori-mecenati. Presentata la terza edizione di “Rivelazioni – finance for fine arts” di Borsa Italiana, ecco a voi un vero e proprio mecenatismo 2.0 

Rivelazioni – finance for fine arts, ormai ci siamo, la terza edizione ha preso il via nella giornata di ieri, e a Capodimonte sono stati immediatamente adottati 5 capolavori da imprenditori moderni mecenati. Attraverso la piattaforma dell’Art bonus diversi di questi mecenati 2.0 contribuiranno al restauro di importanti opere: il “Ritratto di Pier Luigi Farnese” di Tiziano Vecellio, l’adorazione dei pastori di Giovan Battista Salvi detto il sasso ferrato, la natività di Luca Signorelli, “adottati” anche “La cantatrice” di Bernardo Cavallino e “Adorazione del bambino” di Michelangelo Anselmi. Ancora in attesa di mecenati, invece, “Il paesaggio con la ninfa Egeria” di Claude Lorrain, “Ritratto dell’infante Francesco di Borbone” di Elisabeth Vigèe Le Brun e “L’annunciazione e i Santi Giovanni Battista e Andrea” di Filippino Lippi.

Ritratto di Pier Luigi Farnese, Tiziano

Tiziano non solo riassume e sublima la Scuola veneziana: ma incarna la pittura, come Shakespeare la poesia. Un’anima larga e tranquilla … un occhio che riflette le cose nella loro cristallina tersità, nella loro inconfondibile essenza, ma le esprime vellutandole di non sai che poesia sontuosa, d’una dolcezza senza lezio o patetismo, d’una pienezza sanguigna e gioconda … il colorista ideale, sobrio e lussureggiante, aspro come le rocce, tenero come le albe del suo paese, maestro a tutti i maestri, padre a geni cromatici il cui nome fa impallidire … il più limpido ed esatto cantore delle montagne, dei cieli, dei prati e dei boschi; il pittore che più abbarbgliandoti col rosa e con la neve delle carni, con l’oro delle capigliature, col bronzo dei rudi muscoli virili, con lo sgargiare delle sete e con l’opulenza dei drappi, con l’acciaio forbito delle corazze e col marmo delle architetture massicce, più ti lascia libero e sereno, come se la sua opera non fosse artificio d’intelligenza, ma spontanea fioritura di una vita ideale …
(G. E. Mottini)

Questi le opere d’arte di Capodimonte scelte e coinvolte per questa terza edizione del progetto “Rivelazioni – finance for fine arts” di Borsa Italiana inaugurato a Napoli nella mattinata di ieri dall’amministratore delegato Raffaele Jerusalmi, da Valentina Sidoti responsabile del progetto “Rivelazioni”, dal direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger e dall’imprenditore Giovanni Lombardi, advisor per il fundraising e le relazioni con le imprese dello stesso Museo. A sostenerli le imprese che parteciperanno al restauro di questi grandi capolavori dell’arte: la D&d italia spa di Sabato D’amico, la Protom di Fabio e Felice, la Cartesar di Fulvio de Iuliis, la Epm di Carmine Esposito, la Pasell di Salvatore Amitrano, la Graded di Vito Grassi, neo presidente dell’Unione industriali di Napoli e la Tecno srl di Giovanni Lombardi, società e imprese campane di grande livello, il programma internazionale di Borsa italiana istituito nel 2012 in collaborazione con Confindustria riservato alle aziende con un elevato potenziale di sviluppo.

Un’iniziativa, quella di Rivelazioni permette di ottimizzare il procedimento di raccolta fondi grazie alla proposta di più opere con spese di restauro diverse, semplificando così la partnership tra mecenate e museo e agevolando le norme di donazione.

Il nucleo centrale delle collezioni del Museo di Capodimonte è formato dai dipinti e dagli altri prodotti d’arte appartenuti alla famiglia dei Farnese, duchi di Parma, pervenuti per eredità nel 1731 a Carlo di Borbone. Ad esse si aggiunsero le opere per la maggior parte provenienti da chiese e raccolte private napoletane. Le tavole e le tele, i quadri e le incisioni conservati a Capodimonte spiegano al visitatore una parte significativa dell’arte italiana, ma anche le fasi più importanti dei mutamenti artistici dell’intera Europa. (G. Liccardo)

Borsa Italiana, in più, darà impulso al Progetto presso il proprio network nazionale e internazionale: i capolavori restaurate, difatti, verranno esposti presso BIG – Borsa Italiana Gallery, l’area dedicata alle esposizioni all’interno di Palazzo Mezzanotte, sede storica di Borsa Italiana a Milano. Palcoscenico considerevole per il Museo e Real Bosco di Capodimonte che nel luogo di culto della finanza italiana avrà l’occasione di proporre i propri progetti culturali.

Per merito di tale intesa tra Borsa Italiana e Museo e Real Bosco di Capodimonte, allora, sarà favorita la raccolta di risorse indirizzate al restauro delle opere presso aziende e operatori aderenti alla comunità finanziaria nazionale e internazionale. Tramite un rinnovato esempio di mecenatismo, sostenuto anche dall’art bonus che concede una riduzione fiscale del 65%,gli i sponsor che prendono parte al progetto “adottano” un’opera d’arte, tra quelle indicate dal Museo coadiuvando al loro restauro e alla totale fruibilità da parte del pubblico.

La giornata di oggi con la borsa italiana apre, spero, una nuova era per capodimonte. Sono stato sempre convinto, infatti, che il futuro delle nostre grandi istituzioni museali non possa rimanere solo a carico dello stato ma vada condiviso con tutti i cittadini, le imprese e il genio imprenditoriale italiano

Ha asserito il direttore Sylvain Bellenger.

Borsa italiana – afferma Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato di Borsa Italiana – è da sempre impegnata nella valorizzazione dell’eccellenza italiana e vede nel sostegno al nostro patrimonio artistico uno strumento essenziale per lo sviluppo economico e per il rilancio del paese. Il lancio di questa nuova edizione del progetto “rivelazioni” con il museo e real bosco di capodimonte di napoli segna un ulteriore passo in avanti nell’ efficace collaborazione tra pubblico e privato per lo sviluppo di un moderno mecenatismo a favore della valorizzazione dei beni culturali“.

Laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Storia Moderna dal titolo RITRATTO O MODELLO DELLE GRANDEZZE, DELIZIE E MERAVIGLIE DELLA CITTA’ DI NAPOLI del marchese Giovan Battista Del Tufo(1588)’ (Relatrice la prof.ssa Marcella Campanelli). Laureato in Scienze Storiche, curriculum moderno e contemporaneo, con una tesi in storia moderna seguita dal prof. Giovanni Romeo, dal titolo ‘Le denunce di adescamento in confessione a Napoli tra Sei e Settecento’. Amante della musica, suono la chitarra, scrivo e musico canzoni. Con le mie parole e la mia cultura spero di dare voce all’anima candida di questa terra.

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