Due giorni di eccellenze culinarie in vari settori

Il 27 Novembre nella splendida cornice del Convento di Santo Spirito si è tenuta la consegna del premio “Ruperto da Nola”, iniziativa promossa da Slow Food Agro nolano. Il premio prende il nome da Ruperto, cuoco delle case nobili nolane vissuto nel ‘500, chiamato a Napoli dagli Aragonesi e reso famoso in tutta Europa dal servizio alla corte di re Ferdinando.

Un gourmet di chiara fama all’epoca, autore del “Libro de guisados”, la grande raccolta che riunisce 242 ricette del maestro dei fornelli e ci conduce in uno straordinario viaggio nelle usanze della cucina rinascimentale. Il Premio è stato istituito per segnalare il lavoro di quanti difendono, promuovono ed arricchiscono il patrimonio enogastronomico dell’agro nolano e vesuviano, contribuendo a frenarne l’impoverimento.

I premiati di quest’anno sono stati per la categoria produttore Libera Feola, Movimento Genuino Clandestino, come Cuoco Francesco Fusco, come Comunicatore Don Pasta, Dj gastrofilosofo e per la categoria Slow Life l’Orto Carcere di Secondigliano.
Ad introdurre la serata ci hanno pensato il presidente del dislocamento nolano di Slow Food, Gianluca Napolitano, e il presidente della Pro Loco nolana Carmelo Martinez che ha sottolineato l’importanza di creare collegamenti tra il buon cibo e le tradizioni culturali della propria terra.

Ogni premiato ha avuto il suo momento per parlare e spiegare il proprio lavoro e la propria realtà: Libera Feola, facente parte del Movimento Genuino Clandestino ha sottolineato l’importanza di collaborare e fare squadra soprattutto quando si parla di piccoli produttori di eccellenze e bontà biologiche che vantano un’agricoltura sana e senza agenti chimici. Uno stile di vita naturale che può solo essere da esempio per i giovani. Francesco Fusco, cuoco di professione, ma amante delle cose belle per passione ha portato la propria testimonianza al tavolo dei relatori raccontando l’importanza dello scegliere prodotti di alta qualità per ottenere un buon successo. Don Pasta, salentino ma amante della Campania, si è prodigato negli anni per il recupero della memoria del cibo mettendo in scena la tradizione culinaria dei “piatti della nonna” con l’intento di aggregare gli amanti del buon cibo. Liberato Guerriero, direttore del Carcere di Secondigliano, ha speso parole in favore del reinserimento dei detenuti della realtà lavorativa e del progetto di coltivazione che le autorità, assieme ai detenuti, stanno portando avanti all’interno della struttura carceraria.

La serata si è conclusa con i ringraziamenti di Angelo Petillo, responsabile della giuria che ha detto:

“Ringraziamo persone nomali, eroi del quotidiano che non fanno nulla di speciale ma lo fanno con passione”.

La manifestazione è andata avanti con un secondo incontro tenutosi mercoledì 9 dicembre: la Grande cena di Ruperto, che ha visto protagonisti i migliori prodotti del territorio, selezionati e preparati dai quattro cuochi proposti da Slow Food: insieme al vincitore dell’edizione 2015 del Premio, Francesco Fusco del ristorante-orto avellano “Il Moera”, Angelo Fabozzo, patron di “Tabernola Il Clanio” di Teverola, Giorgia Scuotto, chef de “La Distilleria” di Pomigliano d’Arco, Pasquale Pesce della storica “Pasticceria Pesce” di Avella.

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