Tremenda trasformazione del Napoli di Sarri pesantemente rimaneggiato che cade sotto i colpi dei tedeschi che recuperano lo svantaggio iniziale e chiudono lo pratica. Pesanti le parole di Sarri alla squadra, ma ad aver vinto sono soprattutto i delatori.

Quel timore che i tifosi sentivano sulla propria pelle nelle ultime settimane si è dimostrato vero. Un Napoli rimaneggiato, disattento, mai veramente in partita è quello che ieri sera si è presentato al San Paolo contro i tedeschi della Red Bull Lipsia, squadra tedesca che nell’ultima stagione ha fatto il salto di qualità piazzandosi al secondo posto della Bundesliga.

Già dopo l’eliminazione dalla Champions, che pure aveva destato qualche critica per l’atteggiamento degli azzurri contro Feyenoord e Shakthar, le malelingue pensavano ad un Napoli pienamente concentrato sull’obbiettivo Scudetto a discapito di tutto il resto, prima la Champions League, poi l’eliminazione in Coppa Italia con l’Atalanta ed infine il passo falso di ieri che porta la banda Sarri con un piede fuori dall’Europa League.

Sarri conferma Reina e Hamsik non in perfette condizioni, proponendo Maggio e Tonelli dall’inizio e col tridente inedito Zielinski Callejon Ounas con lo spagnolo punta. I tedeschi si sono presentati al San Paolo con l’artiglieria pesante, con le due punte e ali di spinta, prove maiuscole di Bruma, Werner e Naby Keita. Il primo tempo vede le due formazioni in equilibrio, con un paio di contropiedi l’uno capitati a Callejon (20′) e Poulsen (28′), con le recriminazioni dei tedeschi per un rigore non fischiato a Laimer atterrato dallo sgambetto di Rog e una voleè da centro area sbagliata da Bruma a fine primo tempo.

Nella ripresa cambia la musica, il Napoli trova il vantaggio al 54′ con il primo sigillo di Ounas in azzurro che infila il Lipsia con un destro preciso su assist di Rog. Il vantaggio è però solo un’illusione dato che già al 61′ Timo Werner pareggia i conti e gasa ulteriormente i tedeschi, dopo una palla persa in malo modo da Diawara. al 70′ Insigne cerca di riportare gli azzurri in vantaggio ma si fa murare la conclusione a tu per tu con Gulacsi e si resta in parità, almeno per qualche altro minuto dato che al 72′ Bruma firma il sorpasso con un tap in semplice semplice su assist di Poulsen. La partita si avvia verso il finale ma c’è ancora tempo al 93′ per i tedeschi di firmare il 3 a 1 che probabilmente chiude la pratica, autore della rete ancora Werner che firma la sua doppietta personale.

Dure le parole di Sarri verso i suoi, da cui si aspettava una partita d’orgoglio, promettendo ai tifosi che al ritorno i giocatori cercaranno in tutti i modi di onorare la maglia. Per alcuni tifosi l’Europa League è un male necessario di cui ci si deve liberare per dedicarsi anima e corpo all’obiettivo finale, cioè lo scudetto. Per altri una grande squadra deve tenere fede ad ogni impegno in cui è coinvolta, soprattutto in campo europeo. Continueranno le recriminazioni per una rosa giudicata troppo corta e che non può lottare per ogni obiettivo, ma una squadra come il Napoli in alto da così tante stagioni deve almeno provarci.

Un qualunque napoletano con la passione per i libri, le belle storie e la scrittura.

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