Apre a Scampia, nel cuore di Gomorra, la prima libreria, si chiama Scugnizzeria. Il cugino del proprietario fu ucciso dai clan.

Il mondo sarebbe migliore se invece della droga, si spacciasse cultura. E immaginate il vento di libertà portato dalle parole dei libri far rigonfiare le Vele di Scampia e traghettarle nel futuro, verso un futuro più luminoso. Quello sì che sarebbe un bel cambiamento.

Così deve aver pensato Rosario Esposito La Rossaclasse ’88, che ha deciso di inaugurare vicino alle Vele, i palazzoni popolari di Napoli, la sua libreria. La prima nella zona dopo che l’ultima fu chiusa 40 anni fa.

Lì, sulla strada che divide Melito di Napoli da Scampia, considerata la “piazza dello spaccio” d’Italia, ha aperto la Scugnizzeria. Qui ora si “spaccia cultura”, all’interno si possono trovare libri per grandi e piccini con l’obiettivo di avvicinare i ragazzi del posto e toglierli dalla strada. La scelta della location non è casuale. Lo stesso proprietario ricorda:

Questo quartiere ha bisogno di normalità e per noi una libreria è sintomo di normalità. Adesso da Scampia bisogna fare 10 chilometri e andare in centro, il nostro obiettivo vuole essere far venire la gente qui. La posizione è periferica ma strategica.

La libreria sorge infatti sul punto d’incontro di due territori Melito e Scampia, nel cuore della guerra di camorra che ha visto il clan degli Scissionisti e i Di Lauro osteggiarsi in una faida tra la fine degli anni Novanta e i Duemila.

Proprio in quel luogo, il 6 novembre 2004, fu ucciso in un agguato, Antonio Landieri, cugino del libraio. Anche in suo nome, Rosario e Maddalena (la cognata), gestiscono l’attività, portata avanti da “una famiglia allargata”, infatti, collabora con loro anche il fratello Antonio, portando avanti il lavoro tra attività di teatro, scuola di calcio ed editoria.

L’apertura della Scugnizzeria, in quel luogo, rappresenta un po’ la “chiusura di un cerchio”, il punto d’arrivo di un percorso molto lungo

La Scugnizzeria offre tanti spunti e uno dei più interessanti è la “pizza letteraria” della casa editrice Marotta&Cafiero, ereditata dallo stesso Esposito La Rossa nel 2010. Una scatola di pizza d’asporto con tre libri dentro, “come i tre ingredienti della pizza, pomodoro, mozzarella e basilico”, per sfatare il vecchio adagio secondo cui “con la cultura non si mangia”. Inoltre, ampio spazio verrà dato alle case editrici del sud e il proprietario sta pure pensando ad un “ospedale dei libri”. Praticamente si vorrebbe recuperare e curare i volumi destinati al macero. Dove i medici che si occuperanno dei libri da guarire, saranno i ragazzi di Scampia a cui Esposito La Rossa consiglia di leggere I poveri non ci lasceranno dormire di Alex Zanotelli, libro che a lui ha letteralmente cambiato la vita.

La cultura ha questo potere. Rende liberi. Anche dove sembra più difficile, anche dove sembra che il sole non possa entrare. Perché le parole possono picconare i muri più duri e far entrare la luce della conoscenza.

Zaira Varallo, irpina DOC, ha conseguito la maturità scientifica per poi studiare Psicologia e diventare educatore. Scrivere è da sempre il suo ossigeno. Si interessa attivamente di poesia, cinema, arte; ha scritto diversi articoli giornalistici, pubblicati su “il Cassanese” e sul “Quotidiano del Sud” ( Edizione Irpinia). Alcune sue poesie sono state raccolte nella collana “Impronte” e nell’ antologia “Il Federiciano”. Nel Dicembre 2014 e in quello 2016 é stata premiata al Campidoglio, in Roma, II classificata nel Concorso Internazionale d’ Arte e Cultura dell’ Accademia G.G. Belli , nella sezione articolo giornalistico. Nel giugno successivo è stata premiata con menzione di merito al concorso internazionale di poesia Madre Claudia Russo. Importante esperienza è stata intervistare l’ attrice hollywoodiana Maria Elena Bello . Lo scorso agosto, si è classificata terza nel Premio letterario “ versi sotto gli irmici” a Piaggine ( SA); poi un’altra menzione d’ onore nel premio letterario “ Ex allievi di Don Orione” ( Macerata) ed a Ottobre risulta tra i finalisti in “emozioni di carta in bianco e nero”, Poggio Imperiale ( Foggia). Il 2017 si apre con una menzione d’ onore nel premio letterario “ Il Canto delle Muse” , Bellizzi (SA). Naturalista convinta. Con la penna riporta sul foglio tutte le sfumature dell’ essere che nella vita s’incontrano.

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