Nel firmamento delle stelle Michelin campane si riconfermano Marennà dei Feudi e Oasis sapori antichi di Vallesaccarda. Una stella per loro.

Come poteva la terra natia della pizza (patrimonio immateriale dell’Umanità), non essere costellata da quasi cinquanta stelle Michelin. Passione, qualità delle materie prime e del servizio, nonché attenzione per il cliente, hanno premiato anche le irpine Marennà dei Feudi e Oasis di Vallesaccarda, riconfermandone la stella. 

Mentre, grazie alle nuove assunzioni  nella Guida rossa, le stelle campane salgono da 45 a 47. Da quest’anno, potranno esibire il loro primo astro  La locanda del Borgo del resort – spa Aquapetra di Telese Terme dove da libero sfogo al suo estro Luciano Villani e Le Serre, ristorante gourmet dell’Hotel Le Agavi di Positano, il tempio culinario dell’arte creativa di Luigi Tramontano. Viene iscritta nella prestigiosa guida anche il Refettorio del Monastero Santa Rosa, hotel e Spa di Conca dei Marini con lo chef tedesco Christoph Bob; mentre esce di scena il “Don Alfonso 1890” della famiglia Laccarino.

Napoli con ben 23 punti ristoro stellati con una o due stelle vanta il primato tra le 4 province campane ed è la seconda città italiana più premiata, superata dalla Capitale per sole due lunghezze. La strada enogastronomica italiana è infatti costellata da diversi ristoranti illuminati da addirittura due stelle che nel Bel Paese sono solo 41 i locali a potersene fregiare. Appartengono alla nostra  regione: “Taverna Estia” di Brusciano, regno dello chef Francesco Sposito e tutta la sua famiglia, i “Quattro Passi” di Nerano( Massa Lubrense) e “l’Olivo” del Capri Palace Anacapri. Nel sannio: “Kresias” di Telese Terme; a Caserta, ” La Colonne”, “il Vairo del Volturno”. A Napoli centro: ” il Comandante” dell’hotel Romeo, “Palazzo Petrucci”, il “Veritas”. In periferia , ” il Riccio”, “Mammà”, “Piazzetta Milù”, ” il Mosaico”, “L’indaco dell’albergo della Regina Isabella, “La Taverna del Capitano”, il “Relais Blu”, il “President”, “Sud”, “Don Geppi”, il ” Buco”, ” Terrazza bousquet” dell’hotel Excelsior Vittoria, l'” Antica Osteria Nonna Rosa”, ” Maxi”. Nell’ Avellinese appunto, spiccano il Marennà di Sorbo Serpico e Oasis di Vallesaccarda. Nel salernitano : “La Caravella del 1859”, “Il Papure”, “Il Faro di Capo Orso”, “Casa del nonno 13”, “La Trabe”, “La Sponda”, “Zass”, “Rosellinis”, ” Re Maurì”, “Osteria Arbustico”.

Tante realtà pregievoli, ma la riconferma delle  due stelle irpine  attesta l’ottima offerta turistica che l’Irpinia tutta ha da offrire.

Il Marennà è un ristorante raffinato e moderno che emerge dalle terre di Sorbo Serpico. Ad accogliere il cliente c’è proprio un enorme cubo che sa di terra e modernità, nuovo e antico, calore ed eleganza, così come poi sono anche i piatti serviti all’interno. Qui la raffinatezza si mescola alla qualità dei vini e al sublime gusto dello chef Paolo Barrale.   

Ancora tantissima qualità e professionalità anche per il ristorante Oasis Sapori Antichi di Vallesaccarda, ai confini dell’avellinese. I piatti sono della tradizione e narrano di una storia che affonda le radici nel passato ma si proietta al futuro. Quindi i palati più fini potranno esperire una cucina tradizionale  adattata ai nuovi sistemi nutrizionali, dove di base rimane l’armonia dei sapori antichi e l’equilibrio tra ricerca delll’antica cucina irpina. La sala è gestita dai fratelli Carmine, Puccio e Nicola Fischetti. La cucina è supervisionata invece dalla signora Giuseppina Pagliarulo, aiutata dalla chef Michelina Fischetti e altri ugualmente bravi chef aventi anche nazionalità diverse.

Quindi, meritatamente, ancora una volta sulla mitica “guida rossa” sono stati appuntati i nomi di questi due gioiellini irpini. Un invito per tutti gli amanti della buona cucina  e a prezzi contenuti di andare a provare di persona. Comunque, male che vada, si avrà mangiato un pezzo di stella.

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