Vinitaly 2017: i vini d’Irpinia rappresentano la Regione Campania

Al Vinitaly 2017 – salone internazionale dei vini e distillatil’Irpinia porta le sue eccellenze con ben 74 aziende espositive e la maggiore rappresentanza della Regione Campania

Vino pazzo che suole spingere anche l’uomo molto saggio a intonare una canzone,
e a ridere di gusto, e lo manda su a danzare,
e lascia sfuggire qualche parola che era meglio tacere.

Diceva Omero

 

La prima fiera del vino al mondo, una impareggiabile superficie espositiva e un’infinità di operatori esteri: ecco Vinitaly e la sua  51°esima edizione. Vinitaly equivale a dire conoscere, “gustare” territori di produzione e vini da ogni parte del mondo, dall’Australia all’Ungheria, dal Mar Morto al Perù, dall’Austria alla Gran Bretagna, alla Slovenia, all’Italia con i suoi vitigni più rari fino all’Estremo Oriente per saggiare la Bordeaux della Cina. Siamo al cospetto dei miti dell’enologia dal Sassicaia allo Champagne, passando da Franciacorta, Trentodoc e Brunello di Montalcino. Vinitaly offre un tour mondiale degustativo ragionato e ogni anno diverso, essenziale per far capire ai buyer internazionali la virtù del vino.

L’evento sarà caratterizzato da aree dove quotidianamente sommelier, giornalisti e produttori presenteranno al pubblico le migliori produzioni, noti ristoranti dove i più stimati chef allestiranno ricercati menu, Cittadelle della Gastronomia proporranno abbinamenti di vino e prodotti tipici regionali.

Presente a quest’evento, il più atteso del settore, anche un vanto tutto campano: la tradizione vitivinicola irpina partecipa rappresenterà un grande viaggio nell’eccellenza della viticoltura meridionale e italiana, fatta direttamente e senza mediazioni sul campo tra botti e vigneti, nei borghi avvolti dai boschi del Terminio ed il lunare paesaggio della Baronia da cui si domina il Tavoliere.
Mentre il Consorzio di tutela vini d’Irpinia si avvia verso il riconoscimento ufficiale da parte del Ministero delle Politiche Agricole e figura un passo avanti importante per la valorizzazione dei vini DOCG, il Taurasi, il Greco di Tufo e il Fiano di Avellino, di grande pregio locale, saranno sicuramente protagonisti alla fiera internazionale. Del resto la presenza più ricca per l’area espositiva destinata alla Regione Campania sarà proprio delle aziende irpine, ben 74.

  • L’area del Greco di Tufo è contraddistinta da una chiara mineralità del terreno con una forte presenza di rocce tufacee, ecco il nome del comune, Tufo. Da qui la spiccata sapidità e mineralità tipica del Greco di Tufo. Sono appena otto comuni dediti alla sua produzione: Tufo, Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni. Le uve devono essere al 85% greco bianco. Il Greco di Tufo è una denominazione protetta con la DOC dal 26.03.1970 ed è divenuta DOCG il 18.07.2003.
  • I terreni del Fiano di Avellino sono vari, da zone più alte a valli fertili, luoghi freschi e umidi capaci di donare vini dalla buona acidità, intensità ed equilibrio, una soddisfacente carica aromatica che ricorda la frutta secca: mandorle, nocciole, noci, pistacchio. Le uve provengono da questi comuni:Avellino, Aiello del Sabato, Atripalda, Candida, Capriglia Irpina, Cesinali, Contrada, Forino, Grottolella, Lapio, Manocalzati, Mercogliano, Montefalcione, Monteforte Irpino, Montefredane, Montoro Inferiore, Ospedaletto d’Alpinolo, Parolise, Prata di Principato Ultra, Pratola Serra, Salza Irpina, San Michele di Serino, San Potito Ultra, Santa Lucia di Serino, Sant’Angelo a Scala, Santo Stefano del Sole, Sorbo Serpico e Summonte. Le uve devono essere per minimo l’85% del vitigno fiano. Il Fiano di Avellino è una denominazione protetta con la DOC dal 27.04.1978 ed è divenuta DOCG insieme al Greco di Tufo il 18.07.2003.
  • L’area del Taurasi è caratterizzata dalla presenza del fiume Calore che ne stabilizza le temperature, le umidità e la perenne ventilazione, per dei vini strutturati, forti, complessi e longevi. I comuni produttori sono Taurasi, Bonito, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Fontanarosa, Lapio, Luogosano, Mirabella Eclano, Montefalcione, Montemarano, Montemiletto, Paternopoli, Pietradefusi, Sant’Angelo all’Esca, San Mango sul Calore, Torre Le Nocelle e Venticano. La composizione dei vigneti deve essere per l’85% di aglianico. È previsto un affinamento minimo di 1 anno in legno. Prima della vendita devono essere trascorsi 36 mesi dalla vendemmia. Nel caso il vino abbia un affinamento di 18 mesi in legno e sia imbottigliato dopo 48 mesi dalla vendemmia può essere nominata Riserva. Il Taurasi diventa denominazione protetta DOC insieme al Greco di Tufo il 26.03.1970 ed viene promossa a DOCG il 11.03.1993.

Laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Storia Moderna dal titolo RITRATTO O MODELLO DELLE GRANDEZZE, DELIZIE E MERAVIGLIE DELLA CITTA’ DI NAPOLI del marchese Giovan Battista Del Tufo(1588)’ (Relatrice la prof.ssa Marcella Campanelli). Laureato in Scienze Storiche, curriculum moderno e contemporaneo, con una tesi in storia moderna seguita dal prof. Giovanni Romeo, dal titolo ‘Le denunce di adescamento in confessione a Napoli tra Sei e Settecento’. Amante della musica, suono la chitarra, scrivo e musico canzoni. Con le mie parole e la mia cultura spero di dare voce all’anima candida di questa terra.

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