Napoli incontra per la prima volta i nuovi delegati giovanili italiani alle Nazioni Unite

Il direttivo di MSOI Napoli (Movimento studentesco per l’organizzazione internazionale) in collaborazione con i nuovi UN YOUTH DELEGATES approderà all’università degli studi di Napoli L’Orientale il giorno 21 Settembre per dare inizio a un nuovo anno all’insegna della conoscenza delle istituzioni internazionali e del coinvolgimento di tutti coloro che conservano un minimo interesse nei confronti delle relazioni internazionali. L’evento, infatti, è rivolto soprattutto ai giovani che desiderano avvicinarsi al mondo della politica internazionale, un mondo complesso che talvolta appare difficilmente raggiungibile. Prima di comprendere come nasce quest’evento e chi sono i delegati giovanili c’è bisogno di capire in cosa consiste il Programma Youth Delegate delle Nazioni Unite (UNYDP).

Il Programma Youth Delegate delle Nazioni Unite si propone di includere i giovani nelle missioni diplomatiche nazionali in qualità di delegati. L’iniziativa vede come protagonisti ragazzi e ragazze tra i 18 e i 30 anni che dovranno rappresentare gli interessi dei giovani del proprio Paese presso le principali conferenze ONU e in particolar modo durante la sessione ordinaria dell’Assemblea Generale. L’iniziativa è molto recente: soltanto dal 2017, infatti, grazie alla Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), anche i ragazzi e le ragazze italiane (due per ogni anno) avranno la possibilità di presenziare all’Assemblea Generale ONU e in particolare alla Terza Commissione sugli Affari Sociali, Umanitari e Culturali. Il progetto nasce in Italia, così come negli altri Paesi, da una profonda esigenza di coinvolgere i cittadini nelle operazioni che riguardano l’ONU. Spesso, come sappiamo, noi cittadini rimaniamo all’oscuro delle faccende che riguardano le Nazioni Unite; inoltre il quadro si complica se consideriamo il fatto che la voce dell’ONU nei vari nodi internazionali che minacciano quella che gli utopisti (o sognatori, dipende dalla prospettiva) chiamano pace mondiale, è vista, nell’immaginario comune, come secondaria.

Da una parte si è pensato di attenuare il carattere sconosciuto (o quasi) delle azioni dell’ONU, e dall’altra di rendere, però, anche i cittadini (in particolar modo i giovani) più attivi nella politica internazionale, proponendo loro di rendersi partecipi. Il progetto dedicato ai giovani, che sono il futuro di questo mondo, vuole, se così possiamo dire, fare da ponte a due debolezze: quella dell’ONU, perché è spesso percepita come distante e irreale, e quella dei cittadini, perché non si adoperano per provare ad avvicinarsi ad essa.

Da quest’anno i delegati giovanili che parteciperanno alla 73ma Assemblea Generale ONU sono Fiorella Spizzuoco, dell’Università di Napoli L’Orientale, e Pietro Fochi dell’Università di Bologna Alma Mater. Due giovani ragazzi che hanno avuto il coraggio e l’intelligenza di mettersi in gioco, sebbene il percorso che hanno deciso di intraprendere sia pieno di ostacoli. Con lo sguardo diretto in avanti, nonostante il passo incerto, si ritrovano oggi a dover svolgere un compito importante per il nostro Paese: quello di coinvolgere, informare e riportare tutto ciò che accade all’Assemblea Generale ONU. È chiaro, quindi, che questa esperienza, oltre a essere una mossa importante per il loro futuro professionale, è anche e soprattutto una responsabilità nei confronti dei loro coetanei.

Abbiamo chiesto a uno dei nuovi Youth Delegates, Fiorella Spizzuoco, 25enne e napoletana, cosa l’ha spinta a partecipare a questa iniziativa così importante:

Ero alla ricerca di nuovi stimoli che mi arricchissero di conoscenze necessarie per poter capire quale strada lavorativa intraprendere. Talvolta, quando si è giovani e interessati al mondo delle relazioni internazionali, non si ha ben chiaro cosa fare e come inserirsi in quella che è una realtà grande, complessa e talvolta così lontana. In quest’ottica, ho quindi scelto un corso di laurea poliedrico e sfaccettato, durante il quale non ho solo scoperto e amato discipline nuove quali diritto internazionale, relazioni internazionali e sociologia, ma ho anche iniziato a vedere il mondo da una nuova angolazione. L’Orientale, per natura, è un luogo di incontro di culture diverse, mondi lontani che si avvicinano e da la possibilità agli studenti di andare oltre le semplici conoscenze accademiche e nozionistiche. Tra i vari esami sostenuti, mi sono ritrovata ad affrontare tematiche a me care come la tutela dei diritti umani, dei migranti e delle minoranze: ho scoperto l’affascinante mondo delle relazioni internazionali e della diplomazia e ho approfondito la storia e la geografia. Man mano che le mie conoscenze cambiavano e si arricchivano, scoprivo di essere interessata alle possibilità per noi giovani di fare qualcosa di più concreto: un interessantissimo tirocinio (ottenuto grazie alla mia università) presso il consolato degli stati uniti di Napoli è stato un’ulteriore occasione per mettermi alla prova, capendo quanto noi studenti abbiamo sia da imparare, ma anche da offrire. È stato in quei mesi che mi sono avvicinata ancora di più alla SIOI e alle attività di MSOI Napoli. Ho iniziato a seguire con attenzione e trasporto le attività dei primi Youth Delegates italiani, selezionati nel 2017: è stato importante per me dato che mi sono convinta sempre di più di quanto i giovani contino per l’ONU e quanto l’ONU conti per i giovani: viviamo in tempi difficili in cui molti sono portati a credere che l’inclusione, la condivisione e la cooperazione siano dei nemici da combattere per poter difendere se stessi e i propri valori. L’idea che il mondo stia facendo dei passi indietro mi spaventa molto e l’immagine di tanti giovani di paesi diversi, con storie diverse e idee diverse, che si incontrano per prendere parte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha infuso in me la speranza e la voglia di fare qualcosa di più è in questo spirito che ho deciso di inoltrare la mia candidatura per lo UNYDP 2018 19.

Parole piene di consapevolezza e speranza, ma soprattutto utili: noi giovani, soprattutto in questo periodo storico, abbiamo bisogno di sentire realizzabile la possibilità di miglioramento, o per lo meno di non vedere il mondo regredire. Ma cosa ci aspettiamo da noi stessi? E cosa si aspettano i nostri Young Delegates da noi? Fiorella Spizzuoco ci ha risposto che il suo obiettivo e quello del suo collega Pietro Fochi sarà:

il coinvolgimento a tutto tondo dei giovani italiani nelle dinamiche e nei meccanismi delle Nazioni Unite e dei vari organi che le compongono. Troppo spesso si pensa sia una realtà distante e complessa, e i giovani spesso credono sia impossibile capire come vengono prese le decisioni e di cosa si parla nelle numerose risoluzioni di cui ogni tanto i telegiornali danno notizia. Noi vogliamo ridurre la distanza tra i ragazzi italiani e l’ONU: vogliamo portare nelle scuole e nelle università la nostra esperienza durante la 73ma AG, ma vogliamo anche che tutti loro possano rendersi conto di quanto sia importante il nostro ruolo e la nostra partecipazione. Anche solo informandosi, leggendo, condividendo, si può fare la differenza: le Nazioni Unite sono un forum mondiale nel quale il mondo si incontra e confronta.

 

 

Le aspettative dei neo-delegati giovanili italiani sono ragionevoli, e Venerdì 21 Settembre alle ore 10:30 ( per maggiori info: https://www.facebook.com/events/689046411464533/) avremo modo di capirne di più e di dare inizio a questo percorso.

 

 

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