Le mani più amorevoli non sono quelle del Bimby. Le dolci mani della mamma sostituite dalle lame del robot da cucina.

Torte, pizze, pane, dolci prelibati e altre squisitezze salate. L’utilizzo della pasta è vario e richiesto in tutto il mondo e i modi per prepararla sono dei più svariati. Diverse possono essere le mani che la preparano, diverse sono le mani abili nell’arte dell’impasto.

Un tempo osservavamo per ore, incantati, le mani delle nostre mamme e nonne che con pazienza e volontà impastavano per ore intere, passando non solo amore a figli, nipoti e mariti, ma anche tradizioni culinarie.

Oggi la pasta fatta in casa è diventata una rarità. Le mamme di oggi non hanno più tempo e tra la partita del figlio, la scuola e il lavoro, si ricorre all’uso del robot da cucina o ai pasti preconfezionati. Le tradizioni vanno perdendosi, così come la bellezza del lavorare la pasta a mano.

Sulle ricette un tempo c’era scritto: “Impastare con cura e con mani lavate”. Oggi si legge: “Impastare il composto a velocità 7 per 10 minuti”. Velocità 7? L’unica velocità conosciuta era quella di una mamma amorevole che doveva ancora far lievitare la pizza e preparare la cena alla famiglia.

Nella casa aleggiava sempre quel dolce profumo di buono che rinvigoriva mariti stanchi e figli giocherelloni, che tornavano a casa dopo i loro pomeriggi ludici, con una gran fame.

È vero, oggi con il Bimby si creano dolci scultorei in pochissimo tempo e, in una vita particolarmente stressante e piena, può essere la soluzione migliore per i brevi tempi di preparazione. Per non parlare dei piatti già pronti, che basta mettere un attimo in forno o in microonde e via! Per quanto utili e pratiche possano essere le nuove tecnologie, in questo modo si sta perdendo la bellezza delle tradizioni, della cucina autentica in cui ci si sporcava dalle mani fino ai gomiti per tramandare alle nuove generazioni ciò che era ed è la cucina campana, ma soprattutto, italiana.

Ricordate sempre, care mamme: la vera pasta si fa con le mani e tanto amore, preferibilmente senza l’aiuto di fredde lame di ferro.

Questa è l’arte dell’impasto.

Sono Francesca Corso, ho 16 anni, sono di Torino ma ho le mie radici in giro per la Campania e frequento il Liceo delle Scienze Umane G.F. Porporato a Pinerolo (TO). Adoro scrivere, soprattutto racconti di genere fantasy, ma scrivo anche articoli su attualità e cultura perché in questo modo imparo sempre cose nuove. Sono una scout e una volontaria del soccorso nella Croce Rossa Italiana, un giorno mi piacerebbe diventare infermiera.

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