Le persone: le vere eccellenze della Campania

Alle 13.24 del 9 dicembre 2015 sono crollati due palazzi dell’Università di Napoli “Federico II”. Per fortuna i segni di cedimento si sono palesati già dal mattino, così che gli edifici sono stati evacuati in tempo e nessuno è stato coinvolto.

Quando avviene una cosa simile non possiamo che farci qualche domanda. Da bravi italiani scaricabarile quali siamo, il nostro primo gesto è puntare il dito verso il vuoto, chiedendo «Di chi è la colpa?», gesto che risponde più a un bisogno di pulirsi la coscienza che a quello di fare giustizia. La successiva domanda, immediata conseguenza della prima, è: «Poteva essere evitato?». La realtà è che queste non sono altro che domande retoriche, perché si sa chi saranno i responsabili che andranno alla pubblica gogna: un generico Stato incompetente e sconosciuti politici corrotti, mafiosi e indigenti.

Non che sia del tutto falso. Tuttavia, noi di Terre di Campania abbiamo bisogno di pensare ad altro. Abbiamo bisogno di parlare del bello e buono della nostra regione, e fino ad ora l’abbiamo fatto attraverso ristoranti con piatti tipici, luoghi da oscar, eventi straordinari, gallery e tanto altro. Non ci siamo dimenticati dell’elemento fondamentale di tutto, ma ora è giusto sottolinearlo con forza: le persone.

Domani ci saranno studenti che si alzeranno presto, apriranno i libri e studieranno. Si chiederanno dove faranno l’esame, se a Frullone come era previsto da tempo o altrove; manderanno e-mail ai professori, s’informeranno sui gruppi Facebook. E nel frattempo studieranno, perché il crollo dell’edificio è un evento contingente che non intacca la loro passione, cioè l’elemento basilare che può portare alla costruzione di cose meravigliose. Domani ci saranno professori che ignoreranno questi messaggi mentre altri, più caritatevoli o semplicemente più ligi al dovere, risponderanno, e sono quegli stessi docenti che nel crollo hanno perso documenti importanti per i loro corsi e per le loro ricerche. Anche loro proveranno a fare tutto con la consueta passione e professionalità.

Ci saranno uomini che rimuoveranno le macerie, altri impegnati in piani per il futuro contando i soldi a disposizione. Uomini e donne impegnati nella ricostruzione metaforica e fisica.

Per una volta abbiamo voluto concentrarci su di loro, sulle persone, la vera eccellenza della nostra regione. Perché anche se fosse vero che la politica non rappresenta altro che una buona fetta della popolazione di un paese, è pure vero che alcune persone non desiderano che continuare il loro lavoro.

Laureato in Storia con tesi dal titolo “Le Quattro Giornate di Napoli. Una discussione” all’Università di Napoli “Federico II”. Co-fondatore del blog letterario “Storici&Salottiere”, redattore della sezione Storia della testata on-line “La Cooltura” da marzo 2015, collabora con “Cultora” da settembre 2015. Da dicembre 2015 è caporedattore di “Terre di Campania”. Appassionato di scrittura, è attualmente laureando in Scienze Storiche.