Fino a data da destinarsi, lo Slash sarà costretto a chiudere alle 23.00 tutti i giorni. Forse la soluzione non dovrebbe essere un’imposizione di tale genere.

Ho appreso in questi giorni, tramite una mia amica, che lo Slash (via Vincenzo Bellini 45) causa immissioni rumorose dovrà chiudere tutte le sere alle 23.00 e addirittura, da quanto appreso su altri articoli, potrebbe rischiare la chiusura. Io sono un frequentatore dello Slash, lo frequento la mattina, scrivo al pc e bevo la mia birra e questa notizia mi ha lasciato perplesso e molto amareggiato. Quando ho saputo la notizia la prima cosa che ho pensato è stata: “Proprio lo Slash che non ha mai fatto niente?”

Lo so, sembra una domanda stupida e arrogante che può essere detta solo da quei figli unici che presi in flagrante marachella sono capaci di accusare i fratelli che non hanno pur di svignarsela. Il mio intento non è quello di dire: “Se mettete restrizioni allo Slash allora pinco e pallino devono chiudere”, è la cosa più stupida che si possa fare. Bisogna porsi altre domande e capire che il problema non è la più o meno rumorosità del locale ma la sordità e la cecità di un’amministrazione comunale molto lassista.

Lo Slash è un locale che promuove eventi culturali: presentazioni di libri e di artisti emergenti; è un bistrot aperto dalle dieci del mattino fino all’una di notte e da spazio a molti lavoratori e giovani studenti di trovare in quel luogo un’oasi dove lavorare e studiare in tranquillità, inoltre lo Slash promuove l’aperilingua. Un evento molto importante, l’aperilingua è un aperitivo multiculturale in cui giovani di tutte le parti del mondo si incontrano e  si conoscono grazie a due presupposti fondamentali: il confronto e il rispetto delle differenze. I partecipanti, provenienti dai più disparati paesi, scelgono grazie alle bandierine un tavolo per imparare o praticare una determinata lingua. Grazie ai tutor madrelingua possono approfondire cultura, storia e geografia di quel paese attraverso giochi, quiz, canzoni e percorsi multiculturali. Il tutto accompagnato da un aperitivo composto da piatti e bevande tipiche della nazione protagonista della serata. Lo Slash si è sempre opposto alla “movida selvaggia”, termite usato per mascherare un’altra frase che fa tremare la città: delinquenza. La movida non esiste è un’invenzione linguistica, non significa nulla, ecco ci stiamo avvicinando al problema.

Il centro storico di Napoli, nel nostro caso piazza Bellini, è il luogo per eccellenza in cui ci si incontra per divertirsi. I problemi ci sono ma questi problemi tra cui lo spaccio alla luce del sole che avviene sotto Port’Alba non è da attribuirsi a chi la frequenta ma a chi ha fatto in modo che il centro vivesse una gentrificazione così massiccia e violenta  da cancellare la bellezza di una piazza. La musica non c’è più, con buona pace di tutti, nel centro storico c’è solo un posto in cui la si può ascoltare: il Perditempo. Di grandissimo aiuto sono i centri universitari autogestiti con la loro musica, cultura e con il loro cibo. Lo Slash va collocato e capito in questo contesto, non è chiudendolo o mettendo restrizioni che si dorme tranquilli, anzi è peggio: le tennent’s le compreranno sempre e vi pisceranno sempre fuori la porta. Lo Slash è un locale che nel panorama cittadino è innovativo, sta aperto dalle dieci del mattino, non sottovalutiamo questa cosa, non è un locale che apre la sera per farti sballare con cose annacquate, lo Slash offre un servizio che manca: cioè accoglienza e l’aperilinguia di cui parlavo sopra è la dimostrazione. I problemi ci sono ma non è mettendo queste restrizioni che le persone dormono, il danno è stato causato  da chi amministra e trasforma la città in una grandissima Disneyland scassata.

Chiudendo e mettendo restrizioni a perderci non sarà solo lo Slash ma tutti noi che frequentiamo il centro storico e soprattutto voi abitanti, che per carità, non è mai stato messo in dubbio il diritto a dormire che è sacrosanto (se qualcuno non mi fa dormire anche io lo denuncio) ma pure se dovesse chiudere alle sette del pomeriggio voi non dormireste e lo sapete benissimo. La soluzione sarebbe parlarsi e dialogare commercianti e abitanti e discutere sulla libertà di rispettare le leggi che ci si è liberamente dati.

Laureato in Storia con una tesi in antropologia culturale. Ama la sua città e tutte le sue tradizioni credendo fortemente nella forza civica di ogni tipo di particolarità, la scrittura è il suo modo migliore per esprimersi. Attualmente laureando in scienze storiche.

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