Napoli, 9 giugno 2017, massima sicurezza per il concerto di Goran Bregovic a piazza del Gesù (?)

Il concerto dell’artista bosniaco si è svolto in forma gratuita, a piazza del Gesù, nel cuore antico di Napoli, nella serata di venerdì. Il live, che ha contato la presenza di oltre 5.000 persone, prevedeva misure e norme di sicurezza straordinarie, specie dopo la negativamente straordinaria ressa aizzatasi a piazza Castello a Torino lo scorso 3 giugno, durante la quale sono rimaste ferite 1.500 persone. L’occasione era quella della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, i tifosi, un maxi schermo, birre, bottiglie, cocci, calca, persone non abituate a certi trambusti: un falso allarme bomba ha generato l’inferno. Forse a Napoli, dice qualcuno, non ce ne saremmo manco accorti.

In Italia, e non solo, quando si tratta di sicurezza, quando il tema è l’incolumità dei cittadini, delle persone comuni, affinché si muovano le acque e si agisca in questa direzione con una certa efficacia è buona tradizione farci scappare sempre prima qualche ferito, se non addirittura il morto. Stadi, terremoti, sanità, criminalità, ed ora anche terrorismo, chi più ne ha più ne metta: lezioni che hanno ancora tanto da raccontarci e insegnarci. Va detto, nella città più militarizzata d’Italia la sicurezza resta una chimera. Parlo per esperienza personale.

Ore 22, comincia il concerto, di altissima qualità per la cronaca, del compositore e musicista bosniaco Goran Bregovic.  Per l’evento, sono stati previsti ampi cordoni delle forze dell’ordine a controllo delle tre vie d’accesso alla piazza: è stato vietato l’ingresso di bottiglie di vetro, mentre quelle di plastica potevano essere fatte entrare soltanto sguarnite di tappo, per eludere che fossero lanciate. Inoltre, gli uomini della Protezione Civile erano pronti all’intervento, in caso di pericolo, per evidenziare le vie di fuga dalla piazza.

Ebbene, io ero lì, e la mia intenzione non è quella di risultare polemico, pignolo o catastrofista, ma, proprio come per altri eventi cittadini o come per quando semplicemente prendo la linea urbana della metropolitana di Napoli, di questa fantomatica sicurezza ne ho appurata ben poca.

Non tengo solo alla pelle mia, ma anche a quella dei miei concittadini, ed è per questo che scrivo.

Potrei partire dai controlli all’ingresso degli accessi alla piazza: blandi, davvero blandi, regolati più dalla distrazione che dalla concentrazione. Nella borsa avrei potuto avere qualsiasi cosa, sarei potuto entrato in piazza docile come un agnellino in ogni caso. I tappi di bottiglie sono passati ugualmente, o nascosti tra gli abiti e le borse delle persone o per facile distrazione degli addetti ai lavori, il cui compito, va detto anche questo, non era semplice; le bottiglie nei locali, bar, ristoranti della piazza venivano vendute con i tappi; qualche bottiglia di vetro è magicamente comparsa. In più: agenti delle forze dell’ordine in auto a fumare, al telefonino, ai bar, o a fare acchiappanza con giovani donzelle italiane e non. Protezione civile evanescente, transenne inutili e controlli non adatti ad un grande evento di piazza che, se in tempi normali avrebbe potuto fare a meno di ogni tipo di sicurezza, dopo gli ultimi avvenimenti non può esentarsi dal prevenire ogni possibile danno agli spettatori-cittadini.

Non voglio polemizzare, né fare catastrofismi o allarmismi, né tanto meno sermoni, questo giornale non è la sede consona. Sappiamo come vanno le cose, sono note le nostre mancanze, le lacune della nostra città e del nostro paese. Al concerto di Bregovic non è accaduto nulla, il compleanno della Federico II, si è compiuto in un clima sereno e festoso, quello dei grandi momenti, quello in cui tutta la città si unisce, in questo caso, sotto un’unica musica. Al concerto di Bregovic non è accaduto nulla, forse per pura fortuna. Ma sembra ingenuo, lo ribadisco, in questi tempi, non tenere presente il male potenziale.

Che ciascuno faccia il suo, che ognuno di noi collabori nel pieno delle sue forze, dei suoi mezzi e delle proprie capacità a migliorare per quanto possibile la società in cui viviamo. Possono apparire frasi fatte, ma la mia raccomandazione è facciamole, compiamole. L’egoismo non ci porterà lontano, e occasioni come quelle dell’altra sera sono un buon inizio per migliorare, per compiere dei passi in avanti tutti insieme. Non lasciamo che a vincere sia l’odio, la paura, l’egoismo e l’ingiustizia. Per chi di dovere invece, Memento sicurezza.

Laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Storia Moderna dal titolo RITRATTO O MODELLO DELLE GRANDEZZE, DELIZIE E MERAVIGLIE DELLA CITTA’ DI NAPOLI del marchese Giovan Battista Del Tufo(1588)’ (Relatrice la prof.ssa Marcella Campanelli). Laureato in Scienze Storiche, curriculum moderno e contemporaneo, con una tesi in storia moderna seguita dal prof. Giovanni Romeo, dal titolo 'Le denunce di adescamento in confessione a Napoli tra Sei e Settecento'. Amante della musica, suono la chitarra, scrivo e musico canzoni. Con le mie parole e la mia cultura spero di dare voce all'anima candida di questa terra.

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