Turista romano ferito con un bicchiere di vetro mentre si trovava, lunedì sera, dinanzi ad un locale del centro storico a Napoli. Seduto, stava seguendo la partita della Roma ed ha esultato quando la squadra ha segnato uno dei gol. A questo punto alcuni ragazzi gli hanno lanciato un bicchiere colpendolo alla fronte.

Una volta la chiamavano faida. Vani gli appelli alla riconciliazione, un livore esploso nel modo più assurdo: un gruppo di turisti capitolini che era a cena in un noto ristorante del centro storico sono stati minacciati e poi aggrediti. La dose di odio nei confronti del nemico romanista qui a Napoli non l’hanno mai persa. Confermo, avendo fatto esperienza ravvicinata di tale sentimento, ebbene sì, perché nasconderlo, sono di fede giallorossa. Indossare alcune t-shirt e gioire di alcune vittorie, mi ha causato alcuni sgradevoli colloqui, senza eccezioni di scala sociale, l’intimazione era di sfilare via la maglietta o star buono al mio posto per non incorrere in poco piacevoli reazioni. Potrei raccontarne altre, ma concentriamoci sui fatti dell’altra sera.

Lunedì sera, 2°giornata della Serie A Tim, in campo allo Stadio Olimpico di scena Roma e Atalanta. L’azione ha luogo in pochi attimi, e si ambienta in piazza Miraglia, a pochi passi da Forcella. Una compagnia di romani – quattro in tutto – visitava la città antica e, intorno alle 21, aveva deciso di cenare alla tavola di «Totò e Peppino». All’interno il televisore trasmetteva la partita dell’Olimpico. Niente di meglio per gui la tare la pizza seguendo anche la squadra del cuore. Ed ecco che i commenti animati dei due turisti tifosi attirano l’attenzione di una banda di giovanissimi che si trattenevano all’esterno. In tal modo il «branco» ha ideato un attacco a tutti gli effetti: i tifosi della Roma meritavano una lezione. Allorché la stoltezza si unisce alla brama di vendetta scortandosi di violenza, allora accade l’irreparabile, ovvero quello che si è visto nel ristorante.

I presenti assistono ad una improvvisa e inattesa ondata di violenza, insulti e minacce; immediatamente dopo il gruppo – composto da oltre una decina di giovani e anche giovanissimi facinorosi – ha cominciato a scagliare sui malcapitati ospiti di tutto: suppellettili, posate, piatti. L’obiettivo dei delinquenti, insomma, non era limitato a una incivile azione dimostrativa, ma anzi mirava a colpire e far male i quattro forestieri. Ineluttabilmente atterriti anche tutti gli altri clienti, come pure il personale. «Sembrava l’inferno, quei giovani erano una furia, e a un tratto abbiamo temuto il peggio».

In pochi secondi il caos. Uno dei bicchieri impiegato come armi dai violenti ha ferito alla tempia uno dei romani, un uomo di 46 anni, che subito dopo ha testimoniato alla polizia di essere stato a tavola a guardare la partita di calcio e di aver esultato al gol dei giallorossi. Per buona sorte il colpo al viso non ha determinato conseguenze serie: medicato dai sanitari del 118, non ha avuto bisogno del ricovero in ospedale.

Del branco che ha assaltato la comitiva di romani la polizia sa già molte cose: anche che tra i facinorosi c’erano non pochi minorenni. Ora occorre identificarli tutti: e un aiuto agli investigatori – oltre ad alcune testimonianza – è giunto dalle immagini del sistema di videosorveglianza interno ed esterno al locale. Le forze dell’ordine indagano.

Vergogna.

Forza Roma! Forza quello che mi pare, come, dove e quando mi pare! Viva il calcio e viva la vita! Viva la libertà!

Laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Storia Moderna dal titolo RITRATTO O MODELLO DELLE GRANDEZZE, DELIZIE E MERAVIGLIE DELLA CITTA’ DI NAPOLI del marchese Giovan Battista Del Tufo(1588)’ (Relatrice la prof.ssa Marcella Campanelli). Laureato in Scienze Storiche, curriculum moderno e contemporaneo, con una tesi in storia moderna seguita dal prof. Giovanni Romeo, dal titolo ‘Le denunce di adescamento in confessione a Napoli tra Sei e Settecento’. Amante della musica, suono la chitarra, scrivo e musico canzoni. Con le mie parole e la mia cultura spero di dare voce all’anima candida di questa terra.

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