Bruno il Pescatore, è il titolo del breve racconto di  Luca d’Agostino, giovane scrittore e attore campano. Un talento di sensibilità che lascia piacevolmente stupiti.

Il piccolo Manfredi, da grande voleva fare l’imperatore de’a Cina.
Nicolino, invece, ‘o marisciallo del corpo di polizia ‘e l’America.
Pinetta, l’attrice ‘e cinema a Hollywood.
Massimino, nientedimeno che ‘o sindaco de’o Brasile.

Bruno, ‘o puveriello, invece, figlio di pescatori, si accontentava di diventare un indigente pescatore come suo papà e come suo nonno, ma non proprio come loro. Perché Bruno, non voleva diventare un pescatore normale.

Bruno da grande voleva pescare i sogni dal mare di Napoli.
Don Manfredi ora è pensionato, e ha fatto l’impiegato delle poste fino a sessant’anni.
Massimino ha fatto il fruttivendolo, nel mercato di Posillipo.
Il Signor Nicolino ha lavorato in un’azienda agricola.
La signora Pinetta ha fatto la mamma, e da qualche anno fa pure la nonna.

Bruno fa il pescatore.
Ma mica fa il pescatore normale.
Bruno pesca i sogni dal mare di Napoli.

Pesca i sogni dei bambini che, cresciuti, l’hanno accartocciati e lasciati inerti al dondolare delle onde.
Ma il mare di Napoli non li corrode i sogni, no.
Li conserva con sé. Li culla fra le sue calde braccia azzurrate, come una mamma fa.
Li bacia prima di addormentarsi. Li accarezza lieve, gaia, come una mamma fa.
Aspetta che i legittimi proprietari passino a riprenderseli. Ma gli anni passano, e i legittimi proprietari no.

E i sogni restano lì.

Questo fa Bruno, ‘o puveriello: pesca i sogni dal mare di Napoli, e li riporta ai legittimi proprietari.
Bussa alle porte delle case e…
E dovreste vedere quante risate che si fa il piccolo Manfredi quando si ricorda che voleva fare l’imperatore de’a Cina.
E Nicolino, ‘o marisciallo del corpo di polizia ‘e l’America. «Manco ‘e l’Italia, ‘e l’America!»
E pinetta, l’attrice ‘e cinema a Hollywood.
E Massimino, ‘o sindaco de’o Brasile. «E che aggia fa’? Me piacevano ‘e brasiliane! »

… e restituisce i sogni ai loro legittimi proprietari.

Bruno fa il pescatore di sogni.
Li pesca, e li restituisce.
C’è sempre del lavoro da fare per Bruno, perché poi i sogni ritornano al mare.
E il conserva con sé. E li culla tra le sue braccia azzurrate.

Come una mamma fa.

 

L. d’Agostino

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