“Fantasmi di Carnevale” è il racconto, scritto da Mauro Basso, giunto al primo posto nel concorso “Racconti in Maschera” organizzato dalla redazione di Terre di Campania.

Mauro Basso, nato a Pordenone il 28/10/1965 dove risiede. Scrive romanzi, racconti e poesie per diletto e passione, pubblicati in self-publishing su piattaforme online. Docente di Matematica in una scuola superiore della città, è anche un appassionato ultra-runner. Attivo in svariati gruppi di scrittura su FB riguardanti microracconti e haiku.

 

Fantasmi di Carnevale

– Non ricordi il suo nome ?
– Perché dovrei ? Lui, di sicuro, non sta pensando a me adesso.

Quel succinto completino colorato che mi sta accanto mi fa compagnia da quarant’anni. Sopporto le sue insulse tiritere sui suoi lustrini e i suoi nastri. Non potrei fare altrimenti. Sono fatto di un tessuto grezzo verde scuro, ho gambe e braccia e, quando mi indossava, il mio padrone teneva in spalla sempre un vecchio fucile della seconda guerra mondiale.

– Principessa, …
– Dimmi, che c’è ?
– No, niente. Quella coroncina ti sta benissimo.
– Grazie, sei sempre così carino con me.

Principessa e io facciamo finta di essere delle persone vere.

So che non è onesto da parte mia, ma non sono ancora riuscito a dirle che i suoi colori sono completamente sbiaditi e ha uno squarcio sulla spalla. Lei sembra non essersene accorta o fa solo finta. La soffitta in cui stiamo è ricolma di cianfrusaglie, d’inverno fa un freddo cane e d’estate sembra di essere in una sauna. Il mio padrone veniva sempre a giocare qui, ma con Principessa non sono stato sincero. Il suo nome me lo ricordo benissimo, solo non sopporto che si sia dimenticato di me e ho perso la speranza che venga a riprendermi.

– Com’era la tua padrona, Principessa ?

Gliel’avrò chiesto già un milione di volte, ma non c’è molto altro da fare qui. Senza Principessa, credo che sarei già andato fuori di testa.

– Era una bambina dolcissima, con molta fantasia. Le piaceva moltissimo disegnare, si divertiva un mondo a creare dei vestitini come me.
– E il tuo, Soldatino ?
– Beh, era suo fratello. Questo lo sai.
– Com’era giocare con lui ?
– Facevamo delle grandi battaglie, eserciti, aerei da combattimento, navi da guerra.
– Delle grandi battaglie. E alla fine morivate tutti ?

Non c’è verso che Principessa si mostri molto interessata a quanto le racconto.

– Una volta che mi toglieva di dosso, il mio padrone mi gettava in un angolo della stanza e si metteva a leggere i suoi fumetti.  Ma tanto lo sai, un soldatino di fantasia non muore mai veramente.
– Beh, no. Questo lo so, non sono stupida.
– Non ho mai pensato questo di te.

Parlando della morte, Principessa assume sempre un’aria triste che non le si addice. È più forte di lei, In momenti così faccio il possibile per tirarle su il morale.

– Ti ricordi di quel martedì grasso ?
– Quando ti ho tirato addosso un’intera busta di coriandoli.
– Mi si sono appiccicati addosso, non riuscivo a levarmeli.
– Una tuta mimetica a pois multicolori, eri proprio buffo.
– Come si dovrebbe essere ad ogni carnevale.
– Già, stelle filanti, coriandoli, trombette e tutto il resto.
– Frittelle, crostoli, castagnole …
– Non me ne parlare. Non riesco ancora a dimenticarmi di come la mia padroncina si pulisse le mani unte di olio su di me. Una volta la mamma mi ha strofinato così tanto col sapone per far andare via la macchia che ho avuto paura che mi strappasse e…

Principessa smette di parlare improvvisamente e se ne rimane a lungo in silenzio. Anni fa la mamma è venuta in soffitta, parlava da sola, tra un singhiozzo e l’altro.

– Perché lo ha fatto ? – continuava a ripetere.

Ho capito subito quello che era successo. Noi possiamo rimanere per anni appesi ad un attaccapanni in una vecchia soffitta, poi essere ritrovati e di nuovo indossati. Mentre loro muoiono davvero. Non ho mai parlato direttamente di questo con Principessa, aspetto che sia lei a volerlo fare, tanto qui abbiamo tutto il tempo del mondo. C’è una vecchia busta di coriandoli  appoggiata sul baule qui accanto all’appendiabiti e noi, avvolti in dei cellophane trasparenti, sembriamo solo dei fantasmi.

Terre di Campania è un progetto in continua evoluzione che si occupa di promuovere il buono e il bello della regione Campania attraverso la conoscenza e la diffusione di bellezze paesaggistiche e artistiche, di bontà culinarie, della cultura, di news, di eventi e azioni mirate sul territorio.

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