Viaggiando tra i castelli irpini, rubrica sull’approfondimento delle rocche della provincia di Avellino

Siamo a Gesualdo, patria del principe dei musici, per scoprirne le bellezze del suo Castello Longobardo. Un nuovo luogo da scoprire e che ci porta ancora più all’interno della nostra rubrica attraverso le oltre 70 rocche, fortezze e i castelli di epoca longobarda, normanna o risalenti ad altri periodi presenti sul territorio avellinese. Continuate a seguirci per conoscere storie e leggende, di paesaggi e misteri, che caratterizzano un’incantevole provincia.

Questa rubrica è realizzata in collaborazione con la pagina facebook del Museo Dei Castelli di Casalbore.

Nonostante non vi sia piena concordia tra gli studiosi nello stabilire la precisa data di fondazione, il castello di Gesualdo, attorno al quale si sviluppò il borgo, sorse di certo in epoca longobarda con chiara funzione difensiva. Pur essendo stato abitato da importanti famiglie nobiliari, la fama del castello è legata indissolubilmente al principe Carlo Gesualdo, considerato da molti il più grande rappresentate della musica madrigalistica del Cinquecento. Il principe è noto anche per essere stato l’artefice del brutale assassinio della prima moglie, la cugina Maria d’Avalos, scoperta in flagrante adulterio con il duca d’Andria e conte di Ruvo, Fabrizio Carafa, a seguito del quale si ritirò proprio a Gesualdo. Fu Carlo Gesualdo ad imprimere i maggiori cambiamenti alla struttura del castello, già danneggiato dagli aragonesi intorno alla seconda metà del XV secolo e ricostruita nel 1470. Il principe, in occasione delle seconde nozze con Eleonora D’Este, fece trasformare la fortezza in un’elegante residenza signorile, aggiungendo all’impianto originario il cortile e la loggia della torre meridionale, nuovi appartamenti e cucine, stanze e gallerie con pitture manieriste e fiamminghe, la Sala del Teatro, giardini e fontane. La struttura, nonostante le parziali demolizioni subite in seguito al saccheggio del 1799 ad opera delle truppe francesi, mostra ancora oggi l’impianto rinascimentale voluto dal principe Gesualdo.

Il resto dell’articolo continua sul sito del Museo Dei Castelli

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