Una passeggiata per l’antica Maleventum

Benevento, o in dialetto “Bənəvientə”, è nell’immaginario collettivo “la città delle streghe” o per i buongustai la città dello Strega. E’ vero che un po’ sono di parte ma di sicuro non sbaglio se dico che Maleventum è una città ricca di storia dove sanniti, romani e longobardi hanno creato uno scenario patrimonio-aritstico di cui ancora oggi ancora possiamo godere. Non è un caso quindi se ancora oggi mi meraviglio quando mi fermo davanti alla Chiesa di Santa Sofia, dal 2011 entrata a far parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco, o resto con il naso all’insù per ammirare i 15 metri e più dell’Arco dedicato all’imperatore Traiano. Gran parte dell’arco è decorato con scene e decorazioni in bassorilievo che rappresentano scene di pace e scene militari.

Sempre ai romani si deve anche la realizzazione del Teatro Romano che fu inaugurato durante l’imperatore Adriano che oggi dopo i lavori di ripristino è tornato finalmente in funzione. Il viaggio nella storia continua con la Rocca dei Rettori, il castello della città, che sempre in epoca romana ospitava un edificio termale, poi diventato un monastero e infine sede dei governatori per conto del papa, i Rettori appunto. Ma Benevento non è solo questo: è anche il Duomo, il Ponte Leproso, la Chiesa di San Bartolomeo oppure Viale Mellusi, la via dello shopping . Ed è anche la città dove il sacro si lega al profano con la leggenda delle streghe (dette anche janare). La fama di questa legenda è dovuta ai riti  pagani  che i longobardi svolgevano nei pressi del fiume Sabato: alcune donne urlanti saltavano intorno ad un albero di noce da cui pendevano serpenti, oppure dei guerrieri a cavallo infilzavano una pelle di caprone appesa ad un albero («Sotto l’acqua e sotto u viento, Sotto a la noce de Beneviento»). Questi riti apparvero come demoniaci ai beneventani cattolici, che forse credettero di vedere dei riti di stregoneria.

E per finire con i misteri ce n’è uno che non viene svelato a nessuno e che avvolge anche la produzione del famoso liquore di Benevento che prende proprio il nome di Strega: di colore giallo paglierino deriva infatti da una ricetta segretissima. Un mistero (culinario) per concludere questo breve viaggio però voglio svelarlo: lo Strega è l’ingrediente perfetto per rendere i vostri dolci ancora più “magici”.

Come arrivare

IN AUTO
Da nord: Autostrada A1 Napoli – Milano, uscire a Caianello e percorrere la strada statale 372 “Telesina”.
Da sud: uscire a Termoli e percorrere la strada statale 88 “Dei Due Principati” (Campobasso – Termoli).

IN TRENO
Utilizzare la linea ferroviaria Benevento-Napoli.

IN AEREO
Aeroporto di Capodichino, Napoli.

Indecisa cronica vivo tra “viaggi e miraggi” (e forse qualche abbaglio), tra sud e nord, tra amici vecchi e amici nuovi, tra musica, arte e cibo. Mi piace viaggiare portando sempre nel cuore “casa mia”.

7 pensieri riguardo “Alla scoperta dell’antico comune di Benevento

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