Un museo dedicato a Pulcinella tra i tesori nascosti di Acerra. Identità e origini della maschera più famosa al mondo

La maschera è uno degli elementi costitutivi della tradizione campana. Antichissimi personaggi teatrali e folcloristici incarnano il volto umano del cittadino napoletano coi suoi stereotipi e le sue fragilità. Fra tutti, il personaggio di Pulcinella (di cui abbiamo parlato in questo articolo) è il soggetto iconografico per eccellenza nella cultura campana. La sua origine è legata al mondo teatrale cinquecentesco, in cui era il tipico e buffo personaggio del campagnuolo stolto, con la sua maschera nera, simbolo del volto imbrunito dal sole di chi lavora nei campi. Egli è divenuto poi soggetto popolare rappresentativo di quella teatralità che contraddistingue il popolo campano. Gli atteggiamenti di beffa nei confronti dei potenti, l’intrinseca positività verso la vita che lo caratterizzano hanno lasciato una traccia evidente in molti modi di vivere, fino a rappresentare lo stereotipo, vero o falso che sia, di un intero popolo.

Non tutti sanno, in realtà, che la storia di Pulcinella ha origine nella provincia di Napoli: ad Acerra, esattamente. Qui, fin dal Cinquecento, il nome della città e quello della maschera sono fortemente legati. Sebbene della sua nascita non ci sono certezze, è possibile visitare un museo interamente dedicato alla maschera di Pulcinella, al folclore e alla civiltà contadina, nella cornice suggestiva del Castello Baronale del IX secolo della città, sorto sulle rovine di un antico teatro romano. Oggi esso è sede di scuole di musica, teatro e arti figurative.

Attraverso l’atmosfera rustica, a tratti misteriosa e le meticolose ricostruzioni di vita quotidiana: dalle case alle stalle adornate con suppellettili e strumenti di lavoro agricolo originali, si ha l’occasione di rivivere le abitudini dell’antica Liburia, la Terra di Lavoro. Accanto a questa celebrazione della vita semplice, con valori come la famiglia e il lavoro, nonché di una forte spiritualità, o quasi una blasfema superstizione in cui persino i santi acquisivano nuove virtù e poteri, si apre la sezione del museo dedicata alla Maschera di Pulcinella. In tutto il complesso esso è l’unico personaggio raffigurato, come una sorta di primo cittadino onorario. All’interno è possibile ammirare le diverse opere a lui dedicate, come la statua di Pulcinella di Gennaro D’Angelo. Un alone di mistero avvolge la storia della maschera, a cominciare dalla sua ambigua identità. C’è infatti chi sostiene che il suo nome derivi dal personaggio delle commedie atellane Maccus; per altri invece esso denota il policiniello, un piccolo pulcino. Questo percorso è allestito grazie alla collaborazione ultraventennale con l’associazione “Acerra Nostra”, che ogni anno nel periodo natalizio organizza una rinomata mostra d’arte presepiale.

Il progetto tenta di restituire un contesto culturale e dunque un’identità umana alla celebre maschera partenopea: personaggio teatrale, uomo maldestro e sgraziato ma dotato di una genuina saggezza di cui oggi il napoletano raccoglie l’eredità.

Laureanda in Scienze della traduzione presso l’università La Sapienza di Roma, dove si interessa di traduzioni dalla lingua russa e ceca. Appassionata di scrittura, cinema e teatro, rivede nella sua terra le più ampie espressioni tradizionali ed innovative dell’arte.

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