Da una cena nella villa del duca d’Elboeuf alla costruzione della Reggia di Portici: ecco come e perché nasce il miglio d’oro

La nascita della Reggia di Portici è legata all’invito a cena rivolto a Carlo di Borbone e alla sua consorte Maria Amalia dal duca d’Elboeuf Emanuele Maurizio di Lorena nella villa di quest’ultimo. Si narra, infatti, che i regnanti di ritorno da una giornata a Castellammare, si trovassero in difficoltà a causa di un violento temporale che spinse loro a riparare nella dimora del nobile. Tale fu l’interesse suscitato nel re Carlo e nella consorte per le antichità classiche presenti nella villa suddetta e per la bellezza del panorama costiero, che fece nascere in loro il desiderio di progettare una residenza da poter usufruire come  luogo di svago accanto al mare. In tal modo il sovrano non sarebbe stato lontano dai reperti archeologici ritrovati dal principe d’Elboeuf nei pressi della sua abitazione e risalenti all’eruzione del 79 d.C di Ercolano.

Scelsero quindi Portici come sede della reggia borbonica e costruirono il porto del Granatello per rendere più agevole l’accesso al mare, realizzarono le regie peschiere destinate ad uso privato e, comprando la villa d’Elboeuf nel 1742, aprirono il museo ercolanese con i tesori ritrovati. Con l’avvento di Ferdinando IV, Portici vide la costruzione dei bagni della regina, edificio di forma semicircolare in stile neoclassico a due piani.

I lavori vennero svolti dal Caneari, la pianta scelta a forma ottagonale e rivolta verso la città mentre tre enormi archi dividevano il palazzo inferiore rivolto verso il mare e il palazzo superiore, in direzione Vesuvio. Furono costruiti due boschi: uno adibito alla caccia con un giardino all’inglese e la fontana delle Sirene, l’altro che si estendeva fino al porto. Un enorme scalone, dalle cui nicchie laterali si affacciavano le statue ercolanesi, permetteva l’accesso al primo piano e alla Sala delle Guardie e del Trono. Indimenticabile il salottino di porcellana della Regina Amalia proveniente dalla Real Fabbrica di Capodimonte.

Nel parco della Reggia venne aperto uno zoo con svariati animali, tra cui un famoso elefante regalato al re Carlo dal sultano Mahmud. In seguito Ferdinando IV fece edificare un fortino per simulare la guerra e un muro per il gioco del pallone.

I nobili napoletani, quindi, avidi ed invidiosi di cotanta bellezza, diedero inizio alla creazione di ville vesuviane definite “del miglio d’oro”.

In seguito all’apertura del Real Opificio di Pietrarsa del 1840, tutta la zona comprendente il porto e la Reggia divenne meta turistica da parte di importanti personaggi storici quali lo Zar di Russia Nicola I. Dopo l’unità d’Italia la Reggia di Portici è divenuta sede della Facoltà di Agraria della Federico II e dell’ Orto Botanico.

Come arrivarci:

In  Treno: Da Napoli Piazza Garibaldi prendere la Circumvesuviana direzione Poggiomarino via Scafati oppure direzione Sorrento, scendere a Portici Via Libertà. Proseguire per Via Libertà, scendendo in direzione sudovest verso Via Rocca. Alla rotonda prendere la prima uscita e continuare per la Strada Statale 18 Tirrena Inferiore/SR 18.

In Auto da nord: uscita Portici-Bellavista dell’Autostrada A3 Napoli-Salerno. Procedere suVia dell’Autostrada, svoltare a sinistra per Via Cardano. Giunti in Piazza Poli proseguire diritto per Via Diaz, all’incrocio con Corso Garibaldi girare a sinistra e proseguire sempre dritto fino a Piazza San Ciro. Prendere la seconda uscita, Via Università, fino a raggiungere il Palazzo Reale di Portici.

In Auto da sud: uscita Ercolano dell’Autostrada A3 Napoli-Salerno. Proseguire su Via del Corallo, la prima traversa a destra, all’incrocio girare a destra e poco dopo nel piazzale proseguire a sinistra per Via Nuova Bellavista e all’incrocio svoltare nuovamente a sinistra per Via Salute. Proseguire per Via Casaconte e poi svoltare a sinistra per Via Università fino a raggiungere il Palazzo Reale di Portici.

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