Parco della Gaiola, tra storia, natura e cultura

Il Vademecum del viaggiatore naturalista

Area Marina Protetta “Parco sommerso della Gaiola”

Non è mai tardi per capire la voce del mare, in solitudine camminando sulla riva, affondando i piedi nudi nella rena morbida”

Mirella Narducci

Tra storia, natura e cultura, incastonata nell’affascinante paesaggio costiero di Posillipo, poco distante dal centro di Napoli, sorge l’Area Marina Protetta della Gaiola. Con una superficie di circa 41 ettari di mare, il Parco si estende dalla Baia di Trentaremi al pittoresco Borgo di Marechiaro, unendo aspetti vulcanologici, biologici e storico-archeologici, il tutto nella cornice di un paesaggio costiero tra i più suggestivi d’Italia. A partire dal I sec a.C. , proprio per la rara bellezza del luogo, la vicinanza con il porto commerciale di Baia e quello militare di Miseno, questa costa fu densamente abitata, e alti esponenti dell’aristocrazia romana cominciarono a costruire le ville (tra le più famose quella di Pausylipon “luogo dove finiscono i dolori” di Publio Vedio Pollione, divenuta poi Villa Imperiale, dopo la sua morte, 15 a.C.) che oggi adornano i fondali marini, sprofondate, insieme a ninfei, cave di tufo e peschiere, a causa del fenomeno vulcano-tettonico di sollevamento e abbassamento della crosta terrestre denominato “bradisismo”.

Questa estrema complessità geomorfologica che caratterizza i fondali del Parco non può che tradursi in una altrettanto variegata flora marina. Le profonde fratture che tagliano la roccia trasversalmente offrono riparo ad una vastissima popolazione di organismi fotofili (amanti della luce) e sciafili (amanti dell’ombra), come l’alga rossa calcarea del genereLithophyllum; esplorando questi anfratti ricchi di vita possiamo spaziare da colonie di spugne policrome, ad intere pareti adornate di Margherite di mare (Parazoanthus axinellae), spostandosi poi nelle zone più profonde, dove sorgono delle rigogliose comunità arborescenti di Leptogorgie, o coralli gialli (famiglia Gorgoniidae), in un susseguirsi di colori degni della tavolozza di un pittore.

Risalendo verso costa, ad una profondità di 5-6 metri, si snodano le diverse strutture archeologiche sommerse, opere murarie, canali e grotte, occupate da una diversità animale rappresentata da una quarantina di specie, suddivise in 15 famiglie. I banchi di cozze (Mytilus galloprovincialis) ricoprono il tetto delle mura che rasentano la superficie del mare, proteggendo queste ultime dall’azione distruttrice delle onde. Polpi (Octopus vulgaris), saraghi (genere Diplodus), donzelle (Coris julis), nuvole itineranti di “Guarracini” (Chromis chromis) e murene (famiglia Muraenidae) si aggirano tra secche, ammassi franosi e resti archeologici, rendendo la Gaiola un luogo ideale sia per gli appassionati di Snorkeling che di Diving.

E’ possibile visitare l’Area Marina Protetta anche mediante visite guidate con battello a visione subacquea. Il Centro Visite è ubicato presso il CeRD, Centro Ricerca e Divulgazione scientifica del Parco, dove vengono svolte inoltre interessanti attività didattico-educative per le scuole.

Fin da piccolo Gianluca Miccoli abbraccia il culto del digiprescelto e finisce Hercules tre volte. Cresciuto e divenuto “adulto” si diploma, prende una Laurea in Biologia Marina alla Federico II e segue attualmente una Laurea Magistrale in Neurobiologia presso La Sapienza di Roma (della quale sfrutta il nome altisonante per ammaliare le fanciulle). Amante della natura e delle lunghe scampagnate nei boschi, Gianluca mostra una passione senza fine per il mare e tutto ciò che lo riguarda, gastronomia compresa.

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