Ascea è situata nell’aria meridionale della provincia di Salerno,  su un colle a circa 235 m.s.l.m., da cui si gode di un’ottima vista sulla costa e sulle rovine dell’antica città di Velia.

Varie ipotesi sono state avanzate dagli studiosi circa l’origine del toponimo. C’è chi pensa che derivi da Isacia, una delle due isole enotridi che antiche alluvioni hanno occultato facendo spostare la foce dell’Alento a tre chilometri dal porto di Velia, e c’è chi ritiene possa derivare dalla parola greca askia che significa “non ombroso”. Infine, un’altra ipotesi è che il nome derivi da un termine bizantino: askaios, che vuol dire “luogo non sinistro”, cioè favorevole all’approdo.

Il territorio di Ascea venne colonizzato dai Focesi che vi giunsero nel VI secolo a.C. dopo essere sfuggiti all’assedio di Focea (antica città dell’Asia Minore) rifugiandosi in Sardegna. Dopo essere stati scacciati dagli Etruschi nel 541 a.C. cercarono scampo nel territorio degli Enotri da cui ottennero il diritto di stanziarsi su di un’altura chiamata Velia. In questo luogo diedero vita ad una colonia, cinta da mura lunghe otto chilometri e provvista di torri, a cui venne dato lo stesso nome dell’altura su cui era stata fondata.
Velia, nota per il buon clima, era considerata meta di soggiorno preferita dai ricchi e dagli uomini illustri, tra cui anche Cicerone. La fortuna e la ricchezza della colonia fu dovuta quasi interamente al commercio e all’attività marinara poiché non vi era un ampio e fertile retroterra da coltivare.
Con l’arrivo dell’esercito Longobardo gli abitanti di Velia abbandonarono la parte antica della città che fu ripopolata solo dopo la conversione degli invasori al Cristianesimo. Da allora numerosi monaci giunsero nella città e la località venne conosciuta soprattutto per la chiesa di Santa Maria Odigitra, che sorgeva alla confluenza dell’Alento e del Palistro. A partire dall’anno mille, e per quasi quattrocento anni, Ascea fu proprietà di illustri personaggi e signori fino a che il feudo venne donato alla Casa dell’Annunziata di Napoli di cui rimase proprietà fino al 1702, anno in cui l’istituzione fallì. Da quel momento, Ascea, passò al duca Caracciolo di Vito e successivamente alla famiglia Maresca che ne rimase proprietaria fino all’abolizione della feudalità.

Il centro di Ascea è ricco di monumenti, come ad esempio Palazzo Ricci, appartenuto fino alla fine dell’Ottocento alla famiglia De Dominicis, ma quelli più importanti sono quasi esclusivamente edifici di carattere religioso. Della Chiesa di Castellammare della Bruca si sa che nel 1616 crollò e che fu ricostruita più volte e successivamente donata allo stato nel Novecento per essere adibita ad antiquarium. La Chiesa di San Nicola ospitava la Confraternita del Rosario e al suo interno custodiva numerosi statue raffiguranti Santi e Madonne, ne è un esempio la statua della Madonna del Rosario, e numerose tele, in particolare una in cui è ritratta la Madonna di Costantinopoli insieme a Santa Caterina e Santa Lucia. Altri edifici religiosi degni di nota sono: la Chiesa di Santa Sofia, la Chiesa di San Michele Arcangelo, la Cappella Santa Maria e la Cappella della Madonna del Principio, da cui inizia il pellegrinaggio al Sacro Monte.
Il luogo di maggior interesse presente nel comune è di certo il sito archeologico degli scavi di Velia, città di origine Greca, di cui oramai restano unicamente le antiche rovine conservate e messe a disposizione dei visitatori per “passeggiate” archeologiche.

Ascea è un comune facente parte del parco del Cilento e le tavole dei suoi abitanti sono sempre imbandite con deliziosi prodotti tipici di quest’area. L’olio extravergine di oliva di questa zona, dal colore paglierino e dal sapore vivace, è un prelibato risultato ottenuto dalle olive cilentane, rigorosamente raccolte a mano, che hanno ottenuto nel tempo la denominazione D.O.P. Nel corso dei secoli, nel Cilento, si è andato selezionando un particolare ecotipo di fico, derivato dalla cultivar madre “Dottato”, presente in tutto il Mezzogiorno, che è andato poi diffondendosi in tutta l’area di produzione: il “Bianco del Cilento” D.O.P.

L’aria di mare e il gusto tipico, le attrazioni storico-architettoniche e le tante attività estive, rendono Ascea una delle mete preferite per i campani, e non, amanti della vita e del divertimento estivo in senso stretto.

 Come arrivare

IN AUTO
Percorrendo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria uscire a Battipaglia o Eboli per imboccare la SS18 direzione Vallo della Lucania e uscire a Vallo Scalo. Poi seguire le indicazioni per Ascea paese.
IN ALISCAFO
Nei mesi estivi, Il metro del mare fornisce numerosi collegamenti su tutta la costa campana. Il porto piu vicino è quello di Casalvelino che dista circa 12 km da Villa Santa Sofia.
IN TRENO
La linea Napoli-Salerno-Reggio Calabria serve tutta la zona costiera della provincia di Salerno e del Cilento. La stazionie di Ascea dista km5 da Villa Santa Sofia.

Sergio Mario Ottaiano, classe ’93, Dottore in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia Federico II di Napoli. Musicista, giornalista, scrittore, Social Media Manager, Digital PR e Copywriter. Presidente del giornale Terre di Campania. Collabora per Music Coast To Coast, Fumettologica, BeQuietNight e MusicRaiser. Ha pubblicato svariati racconti e poesie in diverse antologie; pubblica con Genesi Editrice il romanzo dal titolo “Un’Ucronìa” Il 1/4/2014; pubblica con Rudis Edizione il saggio dal titolo “Che lingua parla il comics?” il 23/1/17.

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