Lo scorso agosto la Stazione Zoologica Anton Dohrn, si è immersa nelle acque a largo della costa che congiunge Castellamare di Stabia con Vico Equense, per un viaggio nel Banco di Santa Croce, una meraviglia di biodiversità marina senza precedenti!

Citiamo le parole di Pasquale Raicaldo, buona visione:

C’è il pesce San Pietro, elegante e fotogenico, che si aggira guardingo sui fondali. Ci sono le murene e i gattucci, che qui hanno allestito una vera e propria nursery. E ancora: scorfani e flabelline, banchi di salpe e aquile di mare, le variopinte donzelle, dentici e tonni in caccia. E le cernie, a decine, che giocano tra di loro. Un inno alla biodiversità si materializza intorno al Banco di Santa Croce, un piccolo paradiso sommerso a circa 300 metri a largo della costa che congiunge Castellamare di Stabia con Vico Equense, una zona di tutela biologica istituita nel 1993, con pareti che raggiungono anche i 50 metri di profondità. Di particolare suggestione, la grande spaccatura verticale che taglia in due la parete: qui, i giochi di luce esaltano l’intreccio dei rami di gorgonie: uno spettacolo nello spettacolo. “Chi ha dipinto il Banco di Santa Croce doveva essere proprio un artista dalla geniale follia – commenta Guglielmo Rasy, istruttore subacqueo e fondatore dell’associazione “Obiettivo Mare”, che in questi giorni ha realizzato un accurato reportage – e non ha certo lesinato in secchiate di colore. Quanto alla fauna, sembra di essere dentro un trattato di biologia. Forse è per questo che noi, un po’ folli, qui sotto ci sentiamo a casa nostra con gli occhi sempre spalancati alla ricerca di una nuova geniale pennellata che finora non avevamo notato”. (Pasquale Raicaldo – la Repubblica Napoli​)

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