Imponente ed armonioso, il Belvedere di San Leucio è l’incantevole simbolo dell’omonima frazione casertana

Tra le maestose mura del comune di Caserta si può ammirare in sintonia con tutte gli altri edifici, il complesso architettonico di San Leucio, voluto da Carlo di Borbone re di Napoli e di Sicilia. Con il suo fascino e la sua immutabile bellezza è diventato, insieme con la Reggia di Caserta, patrimonio dell’UNESCO. Lo sguardo dello spettatore rimane incantato di fronte a questa struttura la cui esistenza è la testimonianza della realizzazione di un sogno: la nascita di una comunità indipendente.

Il complesso era costituito dagli appartamenti reali, il giardino all’italiana e l’odierno Museo della Seta in cui si possono ancora visitare i macchinari del Settecento. Era lì che l’utopia di Re Carlo diventava realtà. Nel 1778 fu costituita la cosiddetta Real Colonia di San Leucio alle cui basi faceva capo un determinato statuto che conferiva alla comunità autonomia e leggi fisse. Gli abitanti della colonia erano soliti formare la propria arte della tessitura in Francia, per poi tornare in età matura negli appartamenti reali. La seta della colonia era famosa in tutto il mondo e la bravura dei lavoratori era accompagnata da uno stile di vita appropriato e modernissimo rispetto alle altre nazioni europee dell’epoca. Ogni lavoratore aveva una propria casa all’interno del complesso di San Leucio; il re istituì la prima scuola dell’obbligo d’Italia femminile e maschile proprio in questa colonia; ogni donna riceveva dal sovrano una dote per poter sposare un lavoratore della comunità e inoltre veniva messa a disposizione di tutti una cassa della carità. Non esisteva la proprietà privata, gli infermi godevano di assidua assistenza e vigevano il senso del dovere, il rispetto reciproco e la fratellanza. Il re Ferdinando IV di Borbone continuò il sogno paterno e anzi, aveva così a cuore la comunità di San Leucio, da organizzare spesso battute di caccia e feste anche popolari nel complesso architettonico. Lo scopo del nuovo re era di costituire una nuova città illuminata che si sarebbe poi chiamata “Ferdinandopoli”, ma l’utopico progetto non fu portato a termine a causa della rivoluzione del 1799 determinata dalla discesa di Napoleone Bonaparte. La colonia continuò ad ampliarsi, le case venivano costruite sempre secondo criteri di lunga durata, ma il progetto sociale iniziato da Carlo di Borbone fu accantonato definitivamente con l’Unità d’Italia.

Di quella che un tempo era la colonia più all’avanguardia d’Europa oggi conserviamo la monumentale scalinata che segna l’ingresso della struttura, i meravigliosi affreschi nel casino di caccia, opere scultoree dell’antichità classica, il seicentesco Arco borbonico che corrisponde al miglior punto di accesso per il belvedere e la maestosa Chiesa di Santa Maria delle Grazie alla cui costruzione hanno lavorato artisti di calibro eccezionale come Cosimo de Focatiis o Raffaele Mattioli.

L’affascinante complesso è oggi meta di milioni di turisti e inoltre dal 1999, nei mesi estivi, si svolge il “Leuciana Festival“, una manifestazione artistica e culturale con ospiti prestigiosi. Turisti da tutto il mondo non dovrebbero perdere la possibilità di visitare questo monumentale pezzo di storia, ultima traccia di un illuminato sogno infranto troppo presto.

COME ARRIVARE

IN AUTO: Autostrada del Sole (A1) Roma-Napoli. Per chi proviene da nord, uscita al casello di Caserta Nord. Per chi proviene da sud, uscita al casello di Caserta Sud. Autostrada A3 (Salerno-Reggio Calabria) e prosecuzione per l’Autostrada A30 (Caserta-Salerno) e per l’A1 con uscita al casello Caserta Sud.

IN TRENO: Stazione ferroviaria Caserta e raggiungere San Leucio con il bus

IN AEREO: Aeroporto di Capodichino (Napoli) a 24 km

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