Il belvedere è un luogo dal quale si può ammirare un vasto panorama, e può essere pubblico, o privato.

La Campania vanta innumerevoli panorami mozzafiato, molto rinomati, ma, non potendo trascriverli tutti (non basterebbe un solo articolo!) di seguito un piccolo “elenco” volto ad informare e affascinare i lettori sulle nostre bellezze e sui belvedere in Campania da cui ammirarle.

Centro storico di Napoli:

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1. Belvedere di San Martino: da qui, si può osservare tutto il golfo di Napoli in tutto il suo splendore e nella sua varietà di colori. Il belvedere di San Martino non è “bello e basta” ma è attorniato dalla storia. Difatti, in questa zona vi è la Certosa di San Martino, al cui interno si trova il Museo di San Martino, che vanta la tradizione del presepe napoletano, come il “Presepe Cuciniello”, una collezione dell’arte presepiale. Una frase di Pino Daniele è l’emblema della bellezza di questo panorama:

Da San Martino vedi tutta quanta la città col mondo in tasca e senza dirsi una parola.

2. Fontana del Belvedere di Capodimonte: costituita da un gruppo di sculture in marmo raffiguranti figure femminili e delfini, si trova all’interno di una vasca larga venti metri. La fontana è definita “del Belvedere” in quanto si trova nel lato occidentale del parco, nella parte panoramica, in cui è osservabile tutto il centro storico di Napoli.
Salerno:
3. È nel centro storico di Salerno il “Giardino della Minerva”, appartenente alla famiglia Silvatico dal XII secolo. Durante questo periodo, Matteo Silvatico utilizzò il “giardino dei semplici” a scopo didattico per la scuola medica salernitana. L’ultimo proprietario della struttura è Giovanni Capasso, e nel 1991 fu presentato un progetto per la realizzazione dell’orto botanico, che è attualmente visitabile. È possibile ammirare ampiamente la città di Salerno dai vari livelli della struttura, osservando il mare, le colline e il centro storico. Un piccolo appunto per i visitatori: il belvedere salernitano non è gratuito, il costo del biglietto è infatti di tre euro.
Zona Campi Flegrei:
4. Belvedere del parco Virgiliano a Capo Posillipo: aperto nel 1931 e da non confondere con il suo omonimo a Piedigrotta, il parco Virgiliano è caratterizzato da un sistema di terrazze, dalle quali si ammirano: le isole di Procida, Ischia, Capri; il promontorio di Capo Miseno; il golfo di Bacoli; la Penisola Sorrentina e il Vesuvio. L’ingresso è gratuito, e al suo interno il parco offre l’anfiteatro, il centro sportivo “Virgiliano” e vari giochi per bambini.
5. Un piccolo vulcano offre uno spettacolo naturalistico non indifferente: il Monte Nuovo. Nella sua piccolezza e nonostante sia un vulcano giovane, durante il 1538 ha terrorizzato una intera popolazione (quella del villaggio di Tripergola), mietendo vittime e riducendo addirittura la superficie del Lago d’Averno. Ma non lasciamoci spaventare da questo vulcano, che attualmente è un’oasi naturalistica, trovatosi sul litorale di Pozzuoli. L’itinerario previsto per questa oasi è addirittura nel cratere del vulcano, ma niente paura, è innocuo! Si prosegue poi lungo le sue pendici, ricche di vegetazione, arrivando al belvedere di legno, che affaccia sul Lago d’Averno.
lago-d-averno6. Lago d’Averno: a tal proposito ci sarebbe da rispolverare un po’ di storia. Il Lago d’Averno è un luogo che ha affascinato i grandi Omero e Virgilio. Il poeta greco scrisse del suo eroe Ulisse che interroga l’oracolo dei morti, Tiresia. Virgilio narra invece delle imprese di Enea, che giunge alla Sibilla, presso il tempio di Apollo, richiedendole di fargli da guida negli inferi. Perché questo excursus storico? Così come i grandi scrittori citati, anche i visitatori saranno affascinati dall’atmosfera misteriosa di questo lago, incastonato in un cratere e dall’aspetto talvolta spettrale. Da qui, si scorgono Punta Epitaffio e Capo Miseno.
Costiera Amalfitana:
7. Belvedere del deserto a Sant’Agata:  situato su una collina della frazione di Massa Lubrense. Su di essa fu fondato un convento nel 1679, successivamente soppresso nel 1810, sotto il regno di Gioacchino Murat, e poi riaperto nel 1867 grazie a Padre Ludovico da Casoria, che lo utilizzò a mo’ di orfanotrofio. Sulla sommità della struttura fu’ poi eretto un Belvedere sulle isole di Capri, Procida ed Ischia. Il “Deserto” a Sant’Agata ha colpito diverse figure storiche, come il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, che scrisse ad un amico di una gita fatta proprio in questo luogo, assieme al musicista Richard Wagner. Attualmente la struttura del “Deserto” è gestito dalle suore benedettine. Il belvedere, però, è visitabile secondo i seguenti orari: dalle 10 alle 12; dalle 17 alle 19 nei giorni dal primo aprile al trenta settembre; dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17 dal primo ottobre al 31 marzo.
8. Il belvedere di Anacapri: la Migliera. Quest’ultima si trova ad Anacapri, sulla punta occidentale dell’isola. Specialmente durante l’alba e il tramonto, è emozionante osservare il disco solare che esce o si immerge nella superficie marittima. Dal belvedere si osserva anche il Faro di Punta Carena, e le caratteristiche rocce a strapiombo.
Caserta
9. Borgo di Casertavecchia: pur non avendo un punto preciso in cui poter ammirare il panorama casertano, ogni luogo del borgo è, in realtà, un belvedere. Casertavecchia è una frazione di Caserta, che sorge alle pendici dei monti Tifatini. Costituita dall’antico Duomo dedicato a San Michele, dal campanile e dal castello (sorto a guardia dell’antico borgo) , Casertavecchia pullula di locali in cui gli abitanti e i visitatori possono scorgere la bellezza naturalistica del luogo.

Guarda la gallery dedicata al Borgo di Casertavecchia
Irpinia e Sannio

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10. Presso il comune di Montefusco, ad Avellino, capitale del Principato Ultra dal 1284 al 1806, ritroviamo il belvedere sull’Irpinia e quello sul Sannio. Nella parte più alta del comune, nella zona S. Nicola de Franchis è situato il belvedere sull’Irpinia, mentre in quella Seggio, il belvedere sul Sannio. Vasta la flora di questa zona, pullulante di castagneti, ed unica la fauna. In queste zone lussureggianti sono presenti animali rari come il gatto selvatico, la salamandra pezzata appenninica, il tritone italico e crestato, e i rettili saettone e cervone.

Mi piacerebbe lavorare come giornalista, amo scrivere ma la musica ha un suo spazio del tutto personale in me, in particolare lo studio del canto. Non sono pretenziosa ma nemmeno approssimativa, scrivo di ciò che vedo, leggo e sento, con un pizzico di obiettività.

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