Poco distante da Benenevento, e ancor meno dalle ultime aree irpine prima di arrivare in Puglia, Buonalbergo è un comune sito in posizione strategica

A circa 25 km da Benevento, sulla collina di San Silvestro, sorge Buonalbergo. Probabilmente tale denominazione è da attribuire al profondo senso di ospitalità dei Buonalberghesi. La zona settentrionale presenta ampie pianure intervallate da lievi alture su cui spuntano dorsali calcaree e marmoree. Fin dal Neolitico Buonalbergo ha attirato numerose popolazioni per due motivi in particolare: la sua posizione geografica strategica e la fertilità dei terreni dovuta alla presenza di molti corsi d’acqua.

Purtroppo non ci rimane alcuna traccia degli insediamenti più antichi e le prime testimonianze storiche pervenuteci sono di origine romana, come il Ponte della Chianche. Buonalbergo, in realtà, si sviluppò in epoca longobarda. In quel periodo, per fronteggiare le invasioni dei barbari, le popolazioni della zona costruirono il Castello di Montegiove sul Monte Chiodo, attorno al quale si sviluppò il borgo. La storia di Buonalbergo è legata ad un particolare evento cui, secondo alcuni, si deve anche l’origine del nome. Esso deriverebbe dalla particolare accoglienza che gli abitanti del luogo riservarono a Enrico VI, il quale preservò il comune da ogni distruzione. Nei secoli successivi varie famiglie si contesero il dominio del feudo: i Guevara, i Mansella, gli Shabran, i Tocco e gli Sforza. Nel 1496 la roccaforte fu rasa al suolo da Carlo VII, e quattro anni dopo anche l’abitato circostante fu demolito da una violenta frana. Nel 1525 il re di Napoli ordinò la ricostruzione di Buonalbergo nel suo sito attuale. In seguito divenne feudo degli Spinelli e nel 1727 della famiglia Coscia. Poi iniziò per il paese un periodo di decadenza dovuto alla crescente affermazione di Benevento. Nel 1860 Buonalbergo fu il primo paese della provincia ad innalzare ed esaltare il tricolore dell’unità d’Italia.

Il comune di Buonalbergo è caratterizzato da una particolare struttura urbanistica che vede il territorio comunale diviso in due aree, dette “Terravecchia” e “Terranova” . Tra gli edifici più importanti troviamo il Palazzo Spinelli e alcuni resti dell’antico Castello di Boemondo. Fulcro del rione Terravecchia è la piazza Michele De Juliis, in cui sorge la Chiesa di San Nicola, quasi interamente ricostruita dopo il rovinoso terremoto del 1962. La struttura più antica risulta essere costruita con materiali derivanti dalle chiese del luogo distrutte in precedenza da guerre o altre calamità naturali. Sulla strada Santijanni si erge la Torre dell’Orologio, con un originale quadrante in pietra. Inoltre nelle strade che circondano via Roma si possono ammirare frantoi e mulini. In piazza Garibaldi possiamo trovare la seicentesca Chiesa di San Carlo Borromeo. In origine era costituita da una sola navata, ma dopo il crollo del 1895 fu ricostruita a due navate. L’edificio religioso più importante presente a Buonalbergo è il Santuario della Madonne della Macchia, che conserva una statuetta portata dai crociati e in seguito nascosta in un bosco. La leggenda narra che una pastorella muta, scoprendola, ritrovò la parola. Nel luogo dell’accaduto è stato eretto il santuario.

La gastronomia di Buonalbergo si caratterizza per la grande quantità di vini, insaccati, formaggi e prodotti da forno. Le soppressate e le salsicce del Sannio occupano un ruolo fondamentale nella tradizione del paese e grande importanza rivestono i formaggi prodotti ancora secondo i metodi tradizionali. Ad essi vengono accompagnati vari tipi di pane e pizze rustiche, oltre a taralli e dolci secchi.

Maddalena Venuso, nasce a Napoli e, sebbene viva a Marigliano, l’impronta della città natale le resta appiccicata come un francobollo. Poliedrica, fantasiosa, ricca di sfumature. Liceo Classico, Lettere Antiche, esperienza come Archeologa a Napoli e Pompei fino al 1994. Docente presso il MIUR dal 1994, insegna Italiano e Latino al Liceo Scientifico. Traduce la passione per l’archeologia in passione per il territorio, raccontando il gusto e le bellezze delle Terre di Campania e d’Italia. Giornalista indipendente, ha collaborato, fra gli altri, con ItaliaPiù, Italia a Tavola, l’Espresso Napoletano, Oliovinopeperoncino. Mantiene sempre viva la curiosità per il nuovo, accogliendo con piacere ogni opportunità che ritenga valga la pena sperimentare.

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