Viaggiando tra i castelli irpini, rubrica sull’approfondimento delle rocche della provincia di Avellino

Quarta tappa, quarto castello. Il nostro lungo viaggio insieme alla scoperta dei Castelli e delle rocche della provincia di Avellino, si fa interessante. Oggi, tra le oltre 70 rocche, fortezze e castelli di epoca longobarda, normanna o risalenti ad altri periodi, scopriremo il Castello di Bagnoli Irpino, le sue storie e leggende, i paesaggi e misteri, che caratterizzano questo luogo d’incredibile incanto e bellezza.

Questa rubrica è realizzata in collaborazione con la pagina facebook del Museo Dei Castelli di Casalbore.

Situato sulla sommità del colle Serra, in posizione dominante sull’Alta Valle del Calore, il castello di Bagnoli Irpino si presenta come un’imponente e robusta costruzione quadrangolare. Non vi è una data certa relativa alla costruzione dell’edificio, anche se il Sanduzzi attribuisce l’edificazione o la riparazione di un non meglio definito castello presente nell’area al tedesco Diepold Von Schweinspeunt, giunto in Italia nel 1191 al seguito di Enrico VI. L’impianto normanno della costruzione, tuttavia, induce ad anticiparne di molto la data della fondazione, attribuendola alla famiglia degli Altavilla. Il maniero, dopo essere stato proprietà di diverse famiglie, attraversò il periodo di massimo splendore sotto la signoria dei Cavaniglia, di cui ancora oggi reca il nome. Il castello fu da essi trasformato in residenza gentilizia e dotato di un’imponente torre quadrata, con un corpo avanzato sul lato nord-ovest, che rappresenta la parte meglio conservata della struttura. Il complesso aveva un’altezza di 20 metri ed era strutturato su tre livelli costruiti direttamente sulla nuda roccia, all’interno dei quali vi erano 24 vani. Fino alla seconda metà del XIX secolo nel maniero dimorarono diverse famiglie indigenti del luogo; successivamente il sito cadde completamente in rovina e fu abbandonato. I ruderi superstiti stanno per essere riportati all’antico splendore grazie ad un profondo intervento di restauro attualmente in corso.

Potete trovare il resto dell’articolo sul sito del Museo dei Castelli

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