Al centro del paese si può ammirare in tutta la sua imponenza il Castello di Faicchio in cui per circa due secoli abitarono i De Martino.

Edificato in posizione strategica intorno al XIII secolo, fu rinnovato alla fine del Quattrocento e poi restaurato e in parte trasformato nelle attuali proporzioni proprio ad opera dei De Martino nel 1612. L’edificio ha la forma di un poligono irregolare, i cui lati sono tra di loro raccordati da tre torrioni. La sua struttura richiama il celebre “fratello maggiore” di Napoli, ossia il Maschio angioino. I torrioni di Faicchio, infatti, seppure in proporzioni molto ridotte, poggiano su basi tronco-coniche come quelli del castello partenopeo. Il portale è ornato da una corona di bugnato, composta da rocchi alternativamente stretti e larghi, secondo la tipica maniera seicentesca. Sull’ingresso si attraversa un breve tratto coperto da una volta a botte, che immette in un vasto cortile.

Lungo il lato destro rispetto a chi entra, il porticato ad archi e pilastri, coperto da volte a vela, sorregge un largo terrazzo protetto da una balaustra disegnata con una serie di anelli vuoti realizzati in un durissimo tufo locale di colore grigio scuro. Con questo stesso materiale sono costruiti fregi, decorazioni varie e gli stemmi che ornano il palazzo più antico, affacciato sulla piazza centrale. Degna di menzione è una bella e ben conservata scala a chiocciola di tufo grigio scuro, composta di tante mensole sagomate a gradino, ognuna di un sol blocco di tufo.

 

"Se non volete che la vostra vita scorra monotona, grigia e vuota, fate che essa sia illuminata dalla luce di una grande e nobile idea". Giuseppe Ottaiano ha fatto proprio il monito che Sandro Pertini, allora Presidente della Repubblica, nel 1978 lanciò agli italiani nel Messaggio di fine anno. La sua idea? Raccontare il bello e il buono della Campania, attraversando i territori meno noti della regione e battendo le strade meno frequentate. Seguendo la propria idea, più di cinque anni fa ha cominciato a percorrere quella che viene definita il cuore verde della Campania, l'Irpinia, scoprendo paesaggi e culture che nulla hanno da invidiare ad altre zone d'Italia. L'Irpinia, nei secoli, è stata terra di passaggio e di migrazioni di popolazioni. Terra di Mezzo, viene denominata, per significare la rete di tratturi, di strade romane e medievali su cui hanno transitato, per recarsi in Puglia, pastori transumanti ed eserciti, pellegrini e viaggiatori. Testimoni di questa plurisecolare frequentazione sono borghi e centri storici arroccati sulle colline irpine. Fino ad oggi, Giuseppe Ottaiano ha incontrato, visitato e conosciuto 89 di questi borghi. La suggestione delle antiche pietre ha condotto Ottaiano, viaggiatore per scelta e passione, a realizzare un reportage fotografico che attualmente rappresenta un patrimonio documentale della terra d'Irpinia. Creativo da sempre, amministratore dell'agenzia di comunicazione Sema, Giuseppe Ottaiano appassionato di disegno e fotografia è impegnato nella realizzazione di progetti personali e istituzionali, sempre volti alla valorizzazione del territorio. In ambito fotografico ha realizzato le seguenti esposizioni itineranti: "Immagini come appunti di viaggio - Castelli e Fortificazioni in provincia di Avellino"; "Immagini come appunti di viaggio - Irpinia, terra di sorgenti"; "Immagini come appunti di viaggio - Irpinia, terra di gusto". "Immagini come appunti di viaggio - Irpinia, terra di fede". Inoltre è autore o co-autore delle seguenti pubblicazioni: Sapori Napoletani - Rogiosi Editore; Campania un mare di foreste, Guida alle foreste demaniali della regione Campania - Assessorato Agricoltura Regione Campania; Immagini come appunti di viaggio, castelli e fortificazioni in provincia di Avellino - EPT Avellino; Irpinia, terra di Castelli - Camera di Commercio di Avellino; Coltiviamo bellezze, guida alla floricoltura in provincia di Napoli - Coldiretti Napoli. Ha fornito, inoltre, le immagini fotografiche utilizzate per la guida Itinerari-Irpinia - Touring Editore - Slow Food Editore Ha ideato il percorso museale dedicato ai castelli e alle fortificazioni in provincia di Avellino, nella Torre Normanna di Casalbore Ha ideato il Network Terre di Campania Ha partecipato, in qualità di docente-esperto relatore, a corsi di formazione sulla pubblicità, sul marketing territoriale e sull'ospitalità a convegni e incontri.

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