Attraversando la Valle Telesina, in provincia di Benevento, lo sguardo diretto verso la collina è catturato dall’imponente maestosità del Castello di Guardia Sanframondi.

È l’antico Castello Medievale che domina l’intero paesaggio circostante concentrando attorno alle sue rocce il nucleo abitativo originario di Guardia Sanframondi.

 L’origine del castello si fa risalire al dominio normanno dei Sanframondo, in particolare la sua costruzione si attribuisce a Raone. La famiglia francese dei Sancto Fraymundo nel XII secolo divenne la padrona incontrastata dell’intera area. Non a caso, Guardia era denominata Warda (termine risalente già al precedente periodo longobardo) con il significato di «guardia o vedetta», per la sua evidente posizione geografica di controllo. Alcuni storici locali, ipotizzano che l’opera sia ancora più antica e che già esisteva un luogo fortificato prima dell’arrivo dei normanni. Negli scritti dello storico e antropologo locale, Abele De Blasio, infatti, si legge che il castello sia sorto come vedetta al tempo di Zotone, in età longobarda, trasformandosi in una vera fortezza nel X secolo.

Se esistono incertezze sulla data di fondazione, è invece sicuro che la fisionomia del castello sia cambiata nel corso del tempo. Ciò che oggi si vede è solo un resto dell’antico complesso architettonico. Continuando a sfogliare documenti, è un manoscritto settecentesco del dottore Domenico Pingue, che consente di immaginare la sua antica forma. La torre che si erge attualmente rappresenta solo uno degli altri tre punti di vedetta di cui il castello era munito. Probabilmente era presente anche una quarta torretta a base rettangolare di dimensioni più piccole. Quattro le porte che davano accesso al palazzo regio, un tempo circondato da mura merlate «alla guelfa» (cioè di forma rettangolare) che racchiudevano un vero e proprio borgo provvisto perfino di una chiesetta, «Sant’Angelo in Castro», in cui forte sembra essere stato il culto per l’Arcangelo San Michele. La porta principale dell’imponente fortezza probabilmente si trovava sull’attuale Piazza Castello e a condurre agli altri ingressi erano dei ponti di cui oggi rimane traccia nella toponomastica (ad esempio in Vico Pontile, strada del centro storico).

 Sotto la dominazione dei Carafa, iniziata nel 1469, il maniero era utilizzato come deposito e osservatorio difensivo e sempre meno come effettiva residenza dei feudatari. Quando la popolazione aumentò vennero create abitazioni al di fuori delle mura. Assedi, battaglie ed eventi sismici hanno distrutto e danneggiato il castello, restaurato attraverso difficili lavori di rifacimento per la mancanza di documentazioni certe.

Oggi, ad attirare i visitatori sul torrione medievale è sicuramente il suggestivo panorama che si ammira raggiungendo la parte più alta attraverso scalinate e un ascensore realizzato recentemente. Il suo giardino, l’ampia terrazza, le due sale interne attualmente rappresentano la location ideale per rappresentazioni teatrali, convegni, serate di gala, degustazione di vini che animano soprattutto la stagione estiva.

Un tempo, l’interno conservava la nota Collezione di farfalle donata al comune nel 1990 dalla famiglia dell’avvocato Pascasio Parente, un appassionato entomologo guardiese. Le cinquantotto teche ora sono esposte nella Sala Sellaroli del palazzo municipale, al riparo da danni climatico-ambientali, aperte al pubblico insieme ad altre mostre. Un percorso di pittura dedicato all’artista Paolo De Matteis, attivo nel Regno di Napoli tra Seicento e Settecento e la collezione di Alfonso Sellaroli, illustre orologiaio vissuto tra Ottocento e Novecento nel borgo guardiese.

Come arrivare

In auto: a 50 Km dall’A1, uscita Caianello, percorrendo la superstrada Caianello-Telese-Benevento per poi uscire a Paupisi.

In treno: la stazione più vicina è quella di Telese-Cerreto, situata a Telese Terme

In aereo: aeroporto di Capodichino a Napoli

Nasce a Benevento nel 1984. Dopo aver frequentato il liceo scientifico a Guardia Sanframondi, paese di

residenza, frequenta l’Università degli Studi di Salerno laureandosi in Lettere e Filologia Moderna. Vive

l’esperienza dell’insegnamento a Reggio Emilia e Benevento e s’innamora di lavagne, banchi e temi scritti

da studenti pieni di idee e confusione. Nel 2010 il suo sguardo incrocia quello del giornalismo. Scatta la

curiosità e iniziano le prime collaborazioni con “Il Sannio Quotidiano” e “Il Mattino”. Giornalista pubblicista con il desiderio di raccontare storie di personaggi, popoli, paesaggi, monumenti e tradizioni.

Commenta