Viaggiando tra i castelli irpini, rubrica sull’approfondimento delle rocche della provincia di Avellino

Il Castello di Lacedonia, chiamato castello Pappacoda, è un’imponente maniero irpino appartenente alle oltre 70 rocche, fortezze e i castelli di epoca longobarda, normanna o risalenti ad altri periodi presenti sul territorio avellinese. Oggi vi accompagneremo attraverso storie e leggende, di paesaggi e misteri, che caratterizzano un’incantevole provincia.

Questa rubrica è realizzata in collaborazione con la pagina facebook del Museo Dei Castelli di Casalbore.

Ad un lato della piazza centrale di Lacedonia si trova un castello, o meglio un palazzo-fortezza, noto come castello di Pappacota, in quanto fatto edificare nel 1500-1501 da Ferdinando Pappacota, divenuto, nel 1496, feudatario di Lacedonia, per investitura del Re di Napoli, Federico D’Aragona. Il castello fu residenza gentilizia, sia pur fortificata, dove visse il feudatario Ferdinando, che vi morì con la moglie Cornelia D’Accio. La costruzione si trovava ad ovest rispetto al borgo allora esistente e fu denominato “Castello Nuovo”, per distinguerlo dal più antico, quello degli Orsini. Le originarie caratteristiche di luogo fortificato risaltavano sia dalle tre torri che dai numerosi elementi architettonici: fossati, feritoie, merlature, bocche per cannoni, camminatura di ronda, passaggi sotterranei. L’odierna struttura mantiene dell’originaria una sola delle torri e parte del corpo di fabbrica, a causa dei danni subiti in seguito ai terremoti che si sono succeduti nei secoli. I restauri ne modificarono in parte l’originaria configurazione, mantenendo inalterati i merli della torre sul lato Sud, diverse feritoie e l’antico pozzo. Estintasi la famiglia feudataria dei Pappacoda, il feudo di Lacedonia e il castello andarono in eredità ad una suora del Monastero di Pietrasanta in Napoli, che nel 1700 circa, lo vendette (con i feudi di Rocchetta S. Antonio e Candela) ad Andrea Doria Panfili, Principe di Genova. Una volta aboliti i diritti feudali (1806), il castello fu comprato dalla famiglia Onorato e venne censito nel catasto urbano. La struttura fu abitata fino alla metà del XIX secolo.

L’articolo continua sul sito del Museo Dei Castelli

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