Viaggiando tra i castelli irpini, rubrica sull’approfondimento delle rocche della provincia di Avellino

A Manocalzati un antico castello si erge maestoso, è il Castello di San Barbato. Muovendoci attraverso le oltre 70 rocche, fortezze e i castelli di epoca longobarda, normanna o risalenti ad altri periodi presenti sul territorio avellinese, con la volontà di diffondere il patrimonio storico della verde provincia campana, scopriamo le bellezze di un territorio ricco di valore. Continuate a seguire la rubrica per conoscere storie e leggende, di paesaggi e misteri, che caratterizzano un’incantevole provincia.

Questa rubrica è realizzata in collaborazione con la pagina facebook del Museo Dei Castelli di Casalbore.

Arroccato sul colle che domina il piccolo borgo il quale, assieme ad altri tre centri abitati, compone il comune di Manocalzati e da cui prende il nome, il Castello di San Barbato fu edificato dai Longobardi qui insediatisi. Risale al 1146 il documento più antico che prova l’esistenza del castello: si tratta di una pergamena custodita presso la biblioteca di Montevergine. Essa racconta di un incontro avvenuto tra il signore del vicino Castello di Serra, tale Piero, e il signore di San Barbato, Malfrido, per dirimere una questione riguardante il possesso di alcune terre poste al confine dei due territori. Il Castello di San Barbato si presenta oggi con le chiare fattezze di una fortezza aragonese del Quattrocento, pur conservando alcuni tratti tipici del periodo longobardo. La struttura si articola in un semplice e basso edificio quadrangolare, con torri angolari poste ai vertici del corpo di fabbrica centrale, che racchiude il cortile interno, con scala aperta nello spazio della corte. Il castello presenta però una particolarità rispetto ad altre strutture analoghe: le due torri sul lato meridionale sono di forma circolare e scarpata, mentre le altre due, poste sul lato settentrionale, hanno una forma planimetrica a punta. Dal portale d’ingresso, posto in cima ad un’alta gradinata, si accede alla corte centrale, sulla quale si affacciano tutti gli ambienti del piano terreno coperti da grandi volte a botte.

L’articolo continua su silo del Museo Dei Castelli

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