Viaggiando tra i castelli irpini, rubrica sull’approfondimento delle rocche della provincia di Avellino

Il Castello di Pietrastornina, è un castello ricavato nella roccia alle pendici del monte Avella, è uno dei castelli più belli che fa parte delle oltre 70 rocche, fortezze e i castelli di epoca longobarda, normanna o risalenti ad altri periodi presenti sul territorio avellinese, in cui ci muoviamo con la volontà di diffondere il patrimonio storico della verde provincia campana. Continuate a seguire la rubrica per conoscere storie e leggende, di paesaggi e misteri, che caratterizzano un’incantevole provincia.

Questa rubrica è realizzata in collaborazione con la pagina facebook del Museo Dei Castelli di Casalbore.

Il Castello di Pietrastornina sorse, in epoca longobarda, sulla grossa guglia rocciosa che corona l’abitato del borgo medievale.
Oggi restano solo alcuni ruderi informi dai quali si riesce a comprendere la struttura passata. Il fortilizio doveva comporsi di almeno due corpi di fabbrica di diverse dimensioni posti ad altezze differenti sulla rupe. Un sistema di camminamenti e scalinate ricavate nella roccia, e vari bastioni murari, estendevano il sistema difensivo all’intera rupe rendendo la stessa guglia rocciosa, alta più di 60 metri con le sue pareti a strapiombo, la vera fortificazione.
Dopo il periodo longobardo fonti documentarie del 1239 attestano che il castello passò sotto l’amministrazione statale di Federico II di Svevia.
L’undici febbraio del 1837, l’amministrazione decurionale di Pietrastornina decise di abbattere il fortilizio poiché i suoi ruderi, in avanzato stato di decadenza, costituivano un costante pericolo per le abitazioni dell’abitato sottostante.

L’articolo continua su sito del Museo Dei Castelli

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