Viaggiando tra i castelli irpini, rubrica sull’approfondimento delle rocche della provincia di Avellino

Siamo ancora all’inizio del nostro viaggio attraverso le oltre 70 rocche, fortezze e i castelli di epoca longobarda, normanna o risalenti ad altri periodi presenti sul territorio avellinese. Oggi raggiungiamo Quaglietta, frazione di Calabritto per scoprirne il castello. Continuate a seguire la rubrica per conoscere storie e leggende, di paesaggi e misteri, che caratterizzano un’incantevole provincia.

Questa rubrica è realizzata in collaborazione con la pagina facebook del Museo Dei Castelli di Casalbore.

Il borgo fortificato di Quaglietta, situato sul territorio del comune di Calabritto, ospita un castello che, secondo la leggenda,  nasce come presidio militare, opera organizzativa e difensiva longobarda, favorito sicuramente dalla sua posizione strategica sullo spuntone roccioso su cui si erge, al centro della Valle. Il forte creava uno sbarramento contro gli attacchi dei Saraceni che, diretti verso le zone interne, sbarcavano tra Paestum e Salerno, e risalendo il corso del fiume Sele, effettuavano razzie e devastazioni anche nella Valle. In riferimento all’origine del Castello si presume, dati anche i ritrovamenti in altre località limitrofe che hanno più o meno storia simile, che esso sia da collocarsi nel periodo medioevale, anche perché la più antica attestazione documentata di Quaglietta come terra feudale, risale al 1140 con Robertus de Quallecta, detto “subcomstabulus” in Quaglietta, facente parte della più ampia “Cumstabilia di Salerno” affidata a Lampo di Fasanella, come attestato dal Catalogus baronum-Quaternus Magnae expeditionis. Da questo momento in poi, dopo la parentesi longobarda, normanna e sveva, passa a vari signori che ne governano il feudo e che lo acquisiscono o per eredità, o per acquisto o per i servigi resi, tra i quali le famiglie dei Filangieri, Arcucci, Gesualdo, Senerchia, De Rossi, De Vicariis, Del Plato e i Viscido. Oggi rimangono poche tracce dell’impianto originario del castello, che si erge maestoso, a difesa dell’antica via Salerno-Siponto che nel Medioevo conduceva i pellegrini al Santuario di San Michele sul Gargano. Il castello venne incorporato, nel 1807, nel Principato Ultra.

Il resto dell’articolo continua sul sito del Museo Dei Castelli

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