Viaggiando tra i castelli irpini, rubrica sull’approfondimento delle rocche della provincia di Avellino: San Martino Valle Caudina

Il Castello di San Martino Valle Caudina si trova immerso nel verde di due province e fa parte delle oltre 70 rocche, fortezze e i castelli di epoca longobarda, normanna o risalenti ad altri periodi presenti sul territorio avellinese, in cui ci muoviamo con la volontà di diffondere il patrimonio storico della verde provincia campana. Continuate a seguire la rubrica per conoscere storie e leggende, di paesaggi e misteri, che caratterizzano un’incantevole provincia.

Questa rubrica è realizzata in collaborazione con la pagina facebook del Museo Dei Castelli di Casalbore.

Della presenza di un fortilizio difensivo nel territorio di San Martino Valle Caudina si ha notizia già da un documento dell’837, da cui si evince la fondazione longobarda. Secondo alcune fonti il primo proprietario del castello fu lo sfortunato Mario d’Eboli, accecato dal re Manfredi per essersi ribellato al dominio della Casa Sveva. Da Mario il castello passò nelle mani di vari signori e fino al 1528 restò in quelle della famiglia della Leonessa, cui ritornò, dopo vari passaggi, nel 1556. I discendenti della famiglia, di cui il castello conserva anche il nome, ne detengono ancora oggi la proprietà. L’edificio, ristrutturato sia in epoca normanna che sveva, si presenta di forma quasi rettangolare, conservando i tratti tipici di una struttura difensiva medioevale, caratterizzata da un muro di cinta ornato da una lunga serie di merli, uno spalto e alcune torri quadrangolari. Abbandonato nel XIX secolo, subì, nel 1908, una parziale demolizione, per essere poi nuovamente restaurato e reso di nuovo abitabile dagli attuali proprietari. Di particolare interesse è la Cappella gentilizia consacrata nel 1706 dal futuro Papa Benedetto XIII. Non lontano dalla Cappella, un breve androne conduce, attraverso una scala a gradoni, al cortile centrale dell’edificio, da cui si raggiungono le sale residenziali del piano superiore. Di particolare bellezza è il Salone, arricchito da una pavimentazione lignea, dal soffitto a volte ogivali e a crociera e da preziosi affreschi.

L’articolo continua su sito del Museo Dei Castelli

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