Viaggiando tra i castelli irpini, rubrica sull’approfondimento delle rocche della provincia di Avellino: Savignano Irpino

Il Castello di Savignano Irpino è un maniero medievale che fa parte delle oltre 70 rocche, fortezze e i castelli di epoca longobarda, normanna o risalenti ad altri periodi presenti sul territorio avellinese, in cui ci muoviamo con la volontà di diffondere il patrimonio storico della verde provincia campana. Continuate a seguire la rubrica per conoscere storie e leggende, di paesaggi e misteri, che caratterizzano un’incantevole provincia.

Questa rubrica è realizzata in collaborazione con la pagina facebook del Museo Dei Castelli di Casalbore.

Con l’arrivo dei Normanni il borgo di Savignano Irpino fu interessato da una notevole opera di fortificazione: in questo periodo fu eretto il castello, in cima ad un picco roccioso chiamato “Tombola”. In origine il castello doveva estendersi fino alla Chiesa Madre ed era circondato da un’imponente cinta muraria. Oggi, di quello che fu l’impianto delle mura restano solo alcune tracce nella zona del sottopasso Finestroni. L’opera di fortificazione fu iniziata da un certo conte Gerardo, alla morte del quale il feudo e il castello passarono ai suoi eredi: Dauferio, Briel e Gerardo I. A fare la storia del castello fu però la famiglia De Guevara, che lo ottenne con Innico, Gran Siniscalco, marchese del Vasto e conte di Ariano. Con questa acquisizione i De Guevara assunsero anche il titolo di conti di Savignano e mantennero il possesso di tutto il territorio circostante fino al 1799, lasciando una tale impronta che perfino il nome del castello assunse quello della nobile famiglia. I De Guevara, infatti, mutarono la sua destinazione d’uso, trasformando il fortilizio in una dimora gentilizia. Furono eliminati il fossato e le porte e le bocche da fuoco trasformate in finestre. Fino al 1880 il castello fu ancora abitato e non subì sostanziali modifiche. Fu poi abbandonato per tutto il Novecento e alcune sue parti ritenute pericolanti furono abbattute. Dopo il sisma del 1980 il castello divenne un rudere che solo di recente è stato oggetto di notevoli interventi di restauro.

L’articolo continua su sito del Museo Dei Castelli

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