Viaggiando tra i castelli irpini, rubrica sull’approfondimento delle rocche della provincia di Avellino: Senerchia

Il Castello di Senerchia è un maniero medievale che fa parte delle oltre 70 rocche, fortezze e i castelli di epoca longobarda, normanna o risalenti ad altri periodi presenti sul territorio avellinese, in cui ci muoviamo con la volontà di diffondere il patrimonio storico della verde provincia campana. Continuate a seguire la rubrica per conoscere storie e leggende, di paesaggi e misteri, che caratterizzano un’incantevole provincia.

Questa rubrica è realizzata in collaborazione con la pagina facebook del Museo Dei Castelli di Casalbore.

Secondo la tradizione, il castello di Senerchia, posto su uno sperone roccioso del Monte Croce, sarebbe stato fondato in epoca longobarda o normanna. Non è improbabile, tuttavia, che entrambe le popolazioni, succedutesi nel dominio dell’area, abbiano costruito l’edificio ampliando una costruzione presente al tempo delle popolazioni irpine. L’assenza dei merli sul mastio sta a dimostrare, comunque, che il castello esisteva già nel IX secolo. Solo dopo questo periodo, infatti, fu ripristinato l’utilizzo dei merli, pratica già introdotta dai romani. La storia certificata del castello comincia solo nel 1230, quando proprietaria ne era una tale Giovanna. Fino alle seconda metà del Cinquecento il castello passò nelle mani di vari signori, fino a divenire proprietà della famiglia Porzio, da cui passò a Ferrante Rovito e da questi ad Antonio della Marca, la cui famiglia governò Senerchia fino alla fine del Seicento. Nel Settecento il castello passò ai Guerritore, che ne rimasero padroni fino al 1730, quando subentrò la nobile famiglia Macedonio, ultimi signori di Senerchia. Dell’originaria struttura del castello di Senerchia, tipica di strutture medioevali simili, dotate di mura esterne, un mastio e un edificio residenziale, sono visibili solo poche tracce. Sono visibili proprio i ruderi delle mura di cinta e la grande torre centrale, attorno ai quali si trovano anche i resti del nucleo antico del paese, completamente abbandonato dopo il sisma del 1980.

L’articolo continua su sito del Museo Dei Castelli

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