Viaggiando tra i castelli irpini, rubrica sull’approfondimento delle rocche della provincia di Avellino: Summonte

Il Castello di Summonte è un maniero medievale che fa parte delle oltre 70 rocche, fortezze e i castelli di epoca longobarda, normanna o risalenti ad altri periodi presenti sul territorio avellinese, in cui ci muoviamo con la volontà di diffondere il patrimonio storico della verde provincia campana. Continuate a seguire la rubrica per conoscere storie e leggende, di paesaggi e misteri, che caratterizzano un’incantevole provincia.

Questa rubrica è realizzata in collaborazione con la pagina facebook del Museo Dei Castelli di Casalbore.

La Torre Angioina di Summonte è parte di un sistema difensivo che rappresentò uno dei punti fortificati più avanzati dell’Avellinese. Conquistato e distrutto, nel 1134, da Ruggero II, fu ricostruito secondo il modello del balium. Con il termine balium (o ballium, o baglio) si intende un recinto di forma quadrata, rettangolare o trapezoidale formato da mura di non grande altezza, rafforzate agli angoli da piccole torri a sezione circolare o quadrata. All’interno di questo recinto vi era un’ampia corte circondata da pochi ambienti di ridotta profondità, accostati alle difese perimetrali. In epoca angioina la struttura fu trasformata in una torre d’avvistamento, abbandonando così il modello del balium ritenuto troppo vulnerabile. L’elemento superstite di questo originario sistema difensivo è proprio la torre anche se, di recente, sono state rinvenute anche strutture risalenti all’epoca normanno-sveva. La torre si compone di cinque livelli. Al piano terra vi era una cisterna utilizzata per la raccolta dell’acqua piovana e locali adibiti a dispensa. Lungo le pareti del primo piano si nota, invece, una serie di feritoie chiuse con infissi di legno, destinate all’illuminazione e all’aerazione dell’am-biente. Il secondo piano, leggermente più ampio, presenta le stesse caratteristiche del primo, anche se al posto delle feritoie presenta una sola apertura. Al terzo piano sono presenti sei monofore ad arco policentrico. Al di sopra vi è, infine, una terrazza panoramica.

L’articolo continua su sito del Museo Dei Castelli

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