Uno storico maniero del Sud, il castello di Teggiano è uno dei più importanti dell’Italia Meridionale

Il castello di Teggiano, definito dallo storico Mannelli inespugnabile, è uno dei più importanti dell’Italia Meridionale, non solo per la sua imponenza nel Vallo di Diano, ma anche perché fu protagonista di fondamentali vicende storiche nel Sud Italia. Costruito in epoca normanna, fu restaurato la prima volta nel 1405 dal re di Napoli, Ladislao di Durazzo, con l’aiuto economico di tutte le città circostanti, egli vi aggiunse una torre che fu poi detta Torre della Lumaca. In quest’anno il feudo di Diano, l’attuale Teggiano, era demanio regio poiché il re l’aveva confiscato ai Sanseverino. Chiamati dalla regina Giovanna II, i Sanseverino tornarono a Diano dove restaurarono il castello per la seconda volta, ma subito entrarono in conflitto con i sovrani napoletani.

Nel 1485, infatti, Antonello Sanseverino ordì la cosiddetta “Congiura dei Baroni” contro Ferrante d’Aragona, ma fu sconfitto e costretto a scappare in Francia. Il re, dopo la vittoria, potenziò nuovamente il castello stanziando 80.000 ducati. Antonello tornò al castello nel 1497 per resistere all’assedio del re Federico d’Aragona, ma dopo due mesi si arrese, sebbene fosse stato aiutato dal popolo. 

Dal 1552 il castello divenne una tranquilla residenza baronale e oggi appartiene alla famiglia Macchiaroli che lo mette a disposizione per le iniziative culturali del Vallo del Diano. Oggi nella fortezza spicca la Torre della Lumaca chiamata così perché all’interno vi era una scala a chiocciola che portava ad un passaggio segreto oltre le mura della città. Anticamente cinque torrioni cilindrici, legati tra loro attraverso mura merlate, circondavano il mastio centrale. Gli ambienti dell’edificio si affacciavano su un cortile interno in cui vi era una cisterna d’acqua, utile in caso di assedio. Un largo fossato fungeva da congiunzione con la cinta muraria della città, costituita da venti torri cilindriche, che ritornava al castello, nel quale si poteva entrare attraverso due ponti levatoi.

Giovane dall'età indefinita, da oltre 10 anni nel mondo della comunicazione. Una Laurea, un Master, giornalista, scrittore, esperto di eno-gastronomia e della Campania, allenatore di Karate. E' il creatore e direttore del Museo dei Castelli di Casalbore (AV), attività che gli ha valso il soprannome di "Signore dei Castelli". Vincitore di vari premi nel mondo della pubblicità e della cultura. Testa proiettata nel futuro e piedi saldamente ancorati alla propria terra, il suo motto è "Si può fare!".

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