Viaggiando tra i castelli irpini, rubrica sull’approfondimento delle rocche della provincia di Avellino: Torella dei Lombardi

Il Castello di Torella Dei Lombardi è un maniero medievale che fa parte delle oltre 70 rocche, fortezze e i castelli di epoca longobarda, normanna o risalenti ad altri periodi presenti sul territorio avellinese, in cui ci muoviamo con la volontà di diffondere il patrimonio storico della verde provincia campana. Continuate a seguire la rubrica per conoscere storie e leggende, di paesaggi e misteri, che caratterizzano un’incantevole provincia.

Questa rubrica è realizzata in collaborazione con la pagina facebook del Museo Dei Castelli di Casalbore.

Sorto al centro dell’abitato posto sotto la sua protezione, il castello oggi si presenta diverso dalla struttura originaria, anche se si intuisce che esso doveva avere una pianta quadrilatera, con i quattro lati ad angolo retto, privi di torri o opere difensive e con un cortile centrale. Oltre al Donjon, l’ultimo restauro è riuscito a preservare un portale del XVI secolo, il cortile interno e due torri cilindriche. Il castello fu per molto tempo parte dei domini della famiglia Saraceno, per poi passare ad Alfonso della Rosa che lo vendette ai Caracciolo. Questi ultimi lo trasformarono in palazzo residenziale, ma il castello aveva già subito importanti modifiche tra il 1460 e il 1490, con l’aggiunta di mura e di due robusti torrioni minori a pianta circolare. I Caracciolo fecero erigere il portale marmoreo d’ingresso, trasformarono in giardino pensile uno dei bastioni, ingentilirono gli ambienti interni e dotarono l’edificio di molte opere d’arte. All’interno si trova la cappella palatina, anch’essa abbellita dai Caracciolo, dedicata a Sant’Eu-stachio, entro la quale è conservato il sepolcro monu-mentale di Sigismondo e Camillo Saraceno, risalente al XVI secolo. Il castello assunse la denominazione attuale nel 1889, quando Umberto I concesse il titolo di Marchese di Candriano a Giuseppe Caracciolo, che morì senza eredi nel 1920. Il titolo passò allora al nipote Camillo Ruspoli, ultimo proprietario del castello prima della cessione al Comune.

L’articolo continua su sito del Museo Dei Castelli

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