Viaggiando tra i castelli irpini, rubrica sull’approfondimento delle rocche della provincia di Avellino: Tufo

Il Castello di Tufo è un maniero medievale che fa parte delle oltre 70 rocche, fortezze e i castelli di epoca longobarda, normanna o risalenti ad altri periodi presenti sul territorio avellinese, in cui ci muoviamo con la volontà di diffondere il patrimonio storico della verde provincia campana. Continuate a seguire la rubrica per conoscere storie e leggende, di paesaggi e misteri, che caratterizzano un’incantevole provincia.

Questa rubrica è realizzata in collaborazione con la pagina facebook del Museo Dei Castelli di Casalbore.

È impossibile stabilire la datazione precisa della fondazione dell’edificio, anche se essa è legata al nome di Aione II, principe longobardo che, nell’888, ritenendo il territorio circostante un luogo di importanza strategica per la difesa dei suoi domini, decise di costruirvi la torre, con funzioni di avvistamento e di difesa, da cui prenderà il nome il comune di Torrioni, per lungo tempo casale di Tufo. L’importanza del sito crebbe con il passaggio di Benevento allo Stato della Chiesa e con la successiva ascesa del Regno di Napoli, poiché esso veniva a trovarsi in un’area molto importante per i collegamenti tra Napoli e le Puglie. E proprio a causa della sua posizione il castello, fu al centro di diverse contese, come la guerra tra Gugliemo, duca di Puglia, e Giordano, conte di Ariano, o l’assedio condotto da Roberto di Montefusco. In epoca normanna il castello subì diverse modifiche, anche se oggi non ha conservato molto dell’aspetto di quel periodo, presentandosi per lo più con le modifiche effettuate nel XVI secolo, quando fu trasformato in residenza signorile, con l’aggiunta di corpi di fabbrica e muri esterni. Nel corso del XIX secolo fu frazionato in diverse piccole proprietà indipendenti, le quali inglobarono alcuni tratti delle mura esterne nei basamenti tufacei di abitazioni private, ricavate dalla struttura originaria. Attualmente presenta una pianta quadrangolare irregolare, con ancora visibili tre torri a
pianta circolare e gran parte della cortina muraria.

L’articolo continua su sito del Museo Dei Castelli

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