Le ville vesuviane del miglio d’oro: un patrimonio artistico del Settecento napoletano voluto da Carlo di Borbone

Il miglio d’oro, così denominato per la ricchezza dei paesaggi circostanti e la numerosa concentrazione di ville e di manufatti architettonici di epoca barocca, si estendeva inizialmente da Ercolano a Torre del Greco. Gli studiosi accertarono che questa fortunata fioritura di dimore nobiliari si diffuse anche nei paesi limitrofi quali Portici e San Giorgio a Cremano, nei quartieri San Giovanni a Teduccio e Barra.

Tutto partì da una presunta invidia di Carlo di Borbone per la villa di Emanuele Maurizio di Lorena, duca d’Elboeuf, costruita dall’architetto Ferdinando Sanfelice nel comune di Portici.  Il re decretò che il suolo dovesse essere soggetto ad esenzione fiscale e favorì, in tal modo, la proliferazione di ville di architettura complessa.

I nobili gareggiarono tra di loro senza badare a spese, l’unica cosa che contava era stupire e dimostrare di avere buon gusto. Presero, infine, come modello di riferimento la Reggia di Portici, sede estiva del sovrano, dove la passione della consorte Maria Amalia Cristina di Sassonia spinse Carlo III ad aprire il museo delle antichità ercolanesi. Esso, infatti, racchiuse tutte le scoperte archeologiche recuperate dagli scavi di Ercolano.

I motivi architettonici che accomunarono le dimore partenopee di aristocratici, clero e alta borghesia sono stati valorizzati da esperti studiosi che hanno collaborato con l’ente delle ville vesuviane (anch’essa appartenente al miglio d’oro)- Villa Campolieto. La prima cosa che risalta all’occhio umano è la divisione degli ambienti in base ai piani e al ceto sociale: al piano terra erano situati i locali della servitù e delle guardie, macchine agricole, stalle , carrozze e scuderie; al primo piano c’erano gli appartamenti nobili, ampio spazio dedicato ad affreschi e saloni per festeggiamenti, terrazzi comunicanti con  vista panoramica.

Si, perché queste abitazioni erano costruite in maniera tale da avere un punto d’unione: lato strada con vista del Vesuvio o lato mare, come vedremo per le ville che illustreremo.

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