A Campagna, ancor’oggi, si concretizza questo progetto di “ingegneria idraulica”. Migliaia di turisti, da anni, fanno la scoperta della “ ‘a Chiena” tra il mito ed il fantastico, la leggenda e l’attualità.

Antica tradizione popolare,’A Chiena (in italiano la piena) si svolge annualmente a Campagna, in provincia di Salerno.

Quale la sua origine? Stiamo parlando della parziale digressione del fiume Tenza tramite un canale artificiale, che intercetta le acque nei pressi del Chiantrone deviandolo in piazza Melchiorre Guerriero, facendo sì che possano scorrere lungo le vie del centro storico durante il periodo estivo. Una tradizione che vede i suoi albori in un periodo non precisamente segnato. L’idea? Collaudare un efficace sistema di pulizia delle strade. Un immemore evento folkloristico, forse unico al mondo, va quindi ripetendosi ogni anno durante il ferragosto campagnese. In origine tale straordinaria circostanza, doverosa per l’igiene delle strade e delle botteghe, presumibilmente fu utile a  ripulire la città dalla peste che imperversò nel XVII sec., o anche semplicemente per ripulire il corso principale dagli escrementi degli animali da soma nel corso del periodo estivo, quando le piogge non abbondavano.

Vi sono precedenti? Nella sua settima fatica, Ercole deragliò il corso del fiume Alfeo per ripulire le stalle del re Augia. Fino a qualche secolo fa, a Roma si ultimava l’allagamento di piazza Navona con il fiume Tevere. A Torino, durante il XVIII sec., un lieve flusso del fiume Po era indirizzato, per la pulizia, nelle strade più rilevanti della città. A Campagna, ancor’oggi, si concretizza questo progetto di “ingegneria idraulica”. Migliaia di turisti, da anni, fanno la scoperta della “ ‘a Chiena” tra il mito ed il fantastico, la leggenda e l’attualità. Nel 1889 fu sistemata nuovamente la pavimentazione del corso Umberto I, al fine di agevolare il deflusso delle acque fluviali così da non inondare le abitazioni, restaurando, nell’occasione, anche l’antico canale artificiale. Da quel momento, ogni anno i sindaci diffondono una ordinanza per informare dell’imminente allagamento, servendosi addirittura di un banditore, che percorrendo tutti i quartieri della città, invita i cittadini a non uscire di casa, per non bagnarsi.

Nel 1982, due anni dopo il celebre terremoto dell’’80, e dopo una desuetudine durata lungo tutto l’arco degli anni ‘70, Angelo Riviello porta avnati la sua idea progettuale allo scopo di far ri-nascere come Rassegna/Festival dell’Acqua-‘A Chiena, istituzionalizzandola in edizione annuale: nel segno della sua direzione artistica, fu, per la prima volta, spettacolarizzata la Chiena, con musica classica, a cura di Vito D’Ambrosio e Gelsomino Fezza (consulenti della sezione Musica “Amici del Museo”).

Dal 1985 (chiamando, questa volta, con più fermezza, la gente ad uscire di casa per bagnarsi), ‘a chiena si è convertita a manifestazione artistico-culturale, coinvolgente e appassionante, amministrata direttamente dal Riviello, congiuntamente ad Enzo Di Grazia (critico d’arte) e Rino Mele (docente cattedra dello Spettacolo dell’Università di Salerno). Un ruolo, che già dal 1975, era compreso nel suo lavoro artistico sulla “Memoria & Identità” (artista, pittore, scultore, film-maker e scenografo con molteplici mostre in Italia e all’estero, natio di Campagna, con studi e soggiorni per motivi di lavoro tra Roma e Milano), dopo averla suggerita nel 1982, nei “container” di Largo Sant’Antonio, sede ai tempi, del terremotato Comune di Campagna, tra le perplessità del prof. D’Orazio Corinto, Assessore alla P.I. dopo che gli fu proposto di organizzare l’Estate Campagnese di quell’anno. Riviello è anche autore della fontana (Fontana della Chiena), concepita in quello stesso 1982, dalla quale prorompe l’acqua del fiume, e in cui, durante i giorni dell’allagamento, sono eseguite rappresentazioni artistiche, teatrali, musicali, passeggiate, secchiate, e attività ludiche.

Dal 1995 è coordinata dalla Pro Loco “Città di Campagna” nell’aspetto unicamente ludico delle passeggiate e delle secchiate, spoglia di progettualità, mettendo in risalto esclusivamente l’aspetto folclorico, e mettendo da parte l’arte.

Attività svolte durante ‘a chiena:

  • ‘A secchiata. È l’unica abitudine rimasta, insieme alla “passeggiata”, dal 1985, con il Progetto “Chiena” scaturito nella prima edizione della Rassegna dell’Acqua – La Chiena, nel coinvolgimento del pubblico, concordemente alle passeggiate e alle performance spettacolari degli artisti, che hanno dato più rilevante popolarità alla manifestazione. Ogni domenica pomeriggio viene eseguita per le strade qualcosa di simile a una sfida, tirandosi reciproche secchiate d’acqua;
  • Passeggiata. L’altra usanza rimasta, passeggiando, la domenica mattina, da 15 anni, con i piedi in acqua, lungo il corso principale della città;
  • Chiena di Mezzanotte. A mezzanotte in punto, l’allagamento della città, mentre, nell’insolito scenario notturno, si svolgono spettacoli spontanei, musicali, teatrali e di danza;
  • Chiena Folk Festival. Danze e balli popolari nell’acqua, con musica etnica e folkloristica, in concomitanza con l’allagamento delle strade del centro storico. Durata: un solo giorno.
Campagna

Campagna è ubicata in una valle dei Monti Picentini, ad un’altitudine di 270 metri s.l.m., fu per secoli il maggiore centro economico, amministrativo e religioso della piana del Sele. Una vivace e interessante cittadina, sita in una conca alla confluenza della valle del Tenza con quella del fiume Atri e dominata da un colle con i ruderi del castello. Dalle antiche origini, fu municipio romano ai tempi di Silla; venne devastata dai barbari, specie dai Goti, risorgendo sotto il dominio longobardo; in seguito appartenne a diverse famiglie feudali, tra cui i Grimaldi e i Pironti che l’ebbero col titolo di duchi sino all’abolizione della feudalità. Campagna è sede vescovile dal 1525.
Cosa vedere? Cattedrale S.Maria della, Chiesa S.Maria del CarmeloChiesa S.Maria del Rosario, Chiesa e Convento San Bartolomeo,Museo Itinerario della Memoria e della Pace, Santuario di M. di Avigliano, Chiesa SS. Salvatore e S. Antonino, Chiesa S. Giovanni, Convento degli Agostiniani, Chiesa S. Spirito,Eremo di S. Michele Arcangelo

Laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Storia Moderna dal titolo RITRATTO O MODELLO DELLE GRANDEZZE, DELIZIE E MERAVIGLIE DELLA CITTA’ DI NAPOLI del marchese Giovan Battista Del Tufo(1588)’ (Relatrice la prof.ssa Marcella Campanelli). Laureato in Scienze Storiche, curriculum moderno e contemporaneo, con una tesi in storia moderna seguita dal prof. Giovanni Romeo, dal titolo ‘Le denunce di adescamento in confessione a Napoli tra Sei e Settecento’. Amante della musica, suono la chitarra, scrivo e musico canzoni. Con le mie parole e la mia cultura spero di dare voce all’anima candida di questa terra.

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