Si è appena conclusa la sesta edizione della Festa dell’Albero, presso l’orto botanico di Napoli sito in via Foria, prezioso giardino fondato agli inizi del XIX secolo.

Scopo della manifestazione: sensibilizzare e diffondere il rispetto per la natura e mettere a conoscenza i cittadini sullo stato del patrimonio vegetale urbano al fine di coinvolgerli in azioni volte a tutelare il verde locale per una qualità di vita migliore. Con tale obiettivo, quest’anno, l’evento si rinnova fondendo le tematiche ecologico-ambientali alle arti ispirate dalla natura, quali soprattutto pittura e scultura. L’intento è quello di allargare lo sguardo sul mondo vegetale come fonte di benessere per il corpo e per lo spirito.

Gli alberi sono memoria storica dei popoli e protagonisti della cultura e delle tradizioni.

Tema dell’anno 2016 per la Festa dell’Albero è stato: “L’albero nella poesia, nell’arte e nella tradizione popolare”. Un percorso destinato a chi vuole ritrovare un contatto con la natura anche in città, che si rivolge alle anime gentili e che sviscera il rapporto che i cittadini di una grande metropoli, caotica e disordinata, hanno col verde; in particolare cerca di capire quale sia la considerazione dei cittadini nei confronti della vegetazione che li circonda e quali sono le azioni per salvaguardarla.

Numerose le attività in programma, tra cui anche un Flash MobAbbraccia l’albero” che si è tenuto domenica 20 alle 12.30. Abbracciare un albero è ritenuto un vero e proprio toccasana e i risultati di benessere che produce questa pratica sono ormai riconosciuti a livello scientifico e studiati da una disciplina: la silvoterapia, il cui consiglio base è abbracciare un albero per sentirsi meglio. Essa indica sia di abbracciare gli alberi in modo naturale, avvicinandoci, quindi, al loro tronco e incamerando la loro energia, sia di sedersi al loro fianco, appoggiando la schiena proprio sul tronco e posizionando la mano destra nella zona del plesso solare, mentre la mano sinistra andrà dietro la schiena, a contatto tra il nostro corpo e l’albero, in corrispondenza della zona dei reni.

E proprio la silvoterapia è stata tra le attività più apprezzate di questa fortunata edizione della “Festa dell’albero”.

A rallegrare e deliziare le orecchie dei partecipanti, il concerto della Scalzabanda, banda musicale di bambine e bambini del quartiere di Montesanto, diretta da Manuela Albano, introdotto da una performance degli attori de “I teatrini”, l’associazione culturale fondata nel 1991 attiva a Napoli e sul territorio nazionale con attività di produzione e promozione teatrale per l’infanzia e la gioventù.

E così, passeggiando nell’Orto Botanico tra i colori dell’autunno, gli ospiti, grandi e piccini, hanno potuto correre nell’erba, osservare i grandi frutti dell’agrumeto, mangiare le prelibatezze vegan del mercatino, comprare un succo alla mela annurca, con il 100% di frutta bio, lanciare bacche nella fontana dei pesciolini e trovare gli alberi protagonisti di “detti e proverbi” popolari e fonte di ispirazione per artisti e poeti.

In tutti e tre giorni della manifestazione (19, 20 e 21 novembre) sono stati realizzati laboratori di giardinaggio, attività educative ed artistiche

Novità assoluta di quest’anno il trekking urbano: il gruppo escursionistico Costa delle sirene ha corso lungo un percorso che parte dall’orto Botanico di Napoli e giunge fino al Bosco di Capodimonte, percorrendo la ripida salita del Moiariello.

Una suggestiva passeggiata tra due polmoni verdi della città di Napoli che ha entusiasmato talmente tanto gli ospiti che è già stata prevista una sua replica nel corso della prossima edizione.

 

 

Classe 1986, Francesca Andreoli si laurea in giurisprudenza con una tesi in diritto islamico. Proprio all’università scopre la passione per la scrittura e il giornalismo e inizia questa avventura, vantando un periodo di formazione presso la radio della Federico II, specializzandosi nella stesura di format radiofonici.
Ama gli spettacoli folkloristici che la sua terra ha da offrire, anche perché si diletta a ballare pizziche e tammurriate durante gli eventi di cui poi solitamente scrive.

Commenta