Fontegreca è situata alle pendici del monte Matese, nella valle del Volturno, più precisamente nella calle del Sava, affluente del Volturno che la attraversa per circa 5 km, rendendo la zona ricca di vegetazione, in particolare di cipressi.

Essa si estende in parte in territorio pianeggiante e in parte sulle alture. Il nome medioevale del comune era Fossaceca, fossa senza sbocco, che fu poi mutato in Fontegreca per la presenza di una sorgente di acqua fresca che “per freschezza e altre qualità la rendono superiore a quella degli altri comuni” e per la citazione in alcuni manoscritti con il nome “Fossagraeca”.

Leggi anche l’articolo sulla Cipressata di Fontegreca

I primi abitanti che si insediarono nel territorio dell’attuale Fontegreca furono gli Osci, seguiti poi dai Sanniti. Il nucleo della città nacque solo intorno all’anno Mille, grazie alla presenza di alcuni pastori che si stabilivano in questi luoghi durante l’inverno. In età normanna Fontegreca divenne prima feudo di Guglielmo di Fossa Ceca, successivamente del Monastero di San Vincenzo al Volturno e infine del conte Ranulfo II di Alife. Nel 1269, sotto il dominio del feudatario Guglielmo Stendardo, entrò a far parte della baronia di Prata, assieme ad altri piccoli centri abitati, di cui seguì le vicende storiche. Nel 1389 il feudo fu poi donato a Nicola di Sangro. Dal 1651 al 1806 i Gaetani d’Aragona divennero signori di Fontegreca. Nel 1927 la città fu annessa alla provincia di Campobasso, situazione che cambiò solo dopo la seconda guerra mondiale, quando fu inglobata nella provincia di Caserta. Nella storia del piccolo comune è ricordata la presenza di Tedeschi durante il secondo conflitto mondiale, che avevano installato il loro comando in Palazzo Parrillo e lo scontro a fuoco del 28 ottobre 1943 tra tedeschi e americani. Questi ultimi entrarono vittoriosi nel paese il primo novembre dello stesso anno. Pesonalità di rilievo tra gli abitanti storici del comune fu Francesco Parrillo, morto nel 1935, prelato della curia pontificia e giurista, autore di nomerose pubblicazioni.

Suggestivo e particolarmente interessante è il Santuario della Madonna dei Cipressi, sorto intorno all’VIII secolo presso la Grotta della Madonna, dove una pastorella vide l’immagine di Maria. Va inoltre ricordata la Chiesa della natività di Maria Vergine che oggi è chiamata anche chiesa di Santo Stefano. Ma la peculiarità paesaggistica di Fontegreca è la salubre e rara cipressata che si estende per circa 70 ettari, situata tra il bosco dei Zappini e la vallata del fiume Sava. Nella foresta regna incontrastata una flora rigogliosa composta al 90% da Cipressi horizontalis, una delle poche specie di questi alberi a resistere al cancro della corteccia, e una fauna di tutto rispetto sia di mammiferi che di rapaci. Un luogo ideale per gli amanti del trekking.

Il comune è famoso per i suoi oliveti e i suoi vigneti, si produce, infatti, un rinomato olio d’oliva. Prodotti tipici del paese sono, però, i formaggi, tra cui spicca il Caciocavallo Silano D.O.P.
Il caciocavallo Silano DOP è un formaggio semiduro, a pasta filata, prodotto con latte di vacca di diverse razze, tra cui la podolica, una tipica razza autoctona delle aree interne della Campania; inoltre non vanno dimenticate le castagne e le ciliegie.

Come arrivare
IN AEREO
Aeroporto di Capodichino, Napoli
IN TRENO
Circumvesuviana Napoli – Caserta – Piedimonte Matese; raggiungere la città in bus
IN AUTO
Prendere l’autostrada A1 uscita Caianello, proseguire su SS.6 e successivamente SS.85 direzione Venafro – Isernia, imboccare la strada locale

Sergio Mario Ottaiano, classe '93, Dottore in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia Federico II di Napoli. Musicista, giornalista, scrittore, Social Media Manager, Digital PR e Copywriter. Presidente del giornale Terre di Campania. Collabora per Music Coast To Coast, Fumettologica, BeQuietNight e MusicRaiser. Ha pubblicato svariati racconti e poesie in diverse antologie; pubblica con Genesi Editrice il romanzo dal titolo "Un'Ucronìa" Il 1/4/2014; pubblica con Rudis Edizione il saggio dal titolo "Che lingua parla il comics?" il 23/1/17.

Commenta