Terre di Campania si ristora all’oasi del lago di Campolattaro!

Ad aprire le porte dell’oasi è il panda impiantato in una ruota, che detta così sembra una scelleratezza, ma guardando con l’anima il verde intorno, gli occhi sono capaci di comprendere prospettive immense.

Giacomo Romano è il vicepresidente del WWF Sannio, è lui a fare gli onori di casa in modo impeccabile.

Il viaggiatore che arriva in un luogo e trova apertura, calore, ospitalità può riprendere il viaggio con forza e tenacia.

L’accoglienza di Giacomo porta il risveglio nei mille ettari di superficie che il WWF Sannio ha in cura dall’anno 2003; ed è da questa data in poi che l’invaso del fiume Tammaro, o diga di Campolattaro, prende il nome di “Lago di Campolattaro”: progetto cominciato dalla seconda metà degli anni settanta per la raccolta delle acque a scopo irriguo.

Il fiume Tammaro nasce dal massiccio del Matese e solca il confine tra la Campania e il Molise, si concede una sosta di sbarramento nella pianura alluvionale di Campolattaro e poi va a confluire, a valle, nel fiume Calore. Gli uomini hanno voluto rallentarne il suo corso, permettendo una sosta delle acque, che poi ha stravolto l’intero ecosistema. Quindi, il paesaggio, il clima, le infrastrutture hanno indossato una conformazione diversa da quella naturale.

Il riparo arriva in seguito, grazie ad altri uomini che amano un aspetto del mondo diverso, originale, e che hanno voluto raccogliere, trattenere, analizzare tutta la bellezza che da questo punto preciso prende vita.

Il Lago di Campolattaro, oggi, grazie a questi uomini volontari, mostra un meraviglioso profilo: uno spazio riservato all’accoglienza di chiunque si fermi ad ammirarne le preziosità; c’è la dimensione per i bambini, e quella per gli adulti. Per fortuna, non sono solo gli uomini a vivere questo luogo, che dal 2008 è una zona protetta speciale, ma una grossa quantità di volatili e di altra fauna provvede al meccanismo naturale che trova sempre la strada più giusta per continuare il suo percorso, in ogni caso.

Come si presenta il lago?

Immaginando di sorvolarlo si vede lo sbarramento dalla parte sud, quella che si allunga verso il centro storico di Campolattaro; poi, pian piano, un boschetto, degli alberi da frutta, un uliveto, l’area ristoro, da un lato, e dall’altro, scendendo, la flora variopinta e profumata di fiori ed erbe aromatiche. Andando più avanti, nella zona nord, spingendosi verso il territorio di Morcone, si scorge il bosco igrofilo, un ambiente composto da diverse specie di piante che ospitano le abitazioni dei padroni del lago: i cormorani, che insieme agli altri bipedi con le ali si fanno osservare dalle sponde mediante le attrezzature tecniche.

Giacomo, gli altri volontari e la loro cura per il luogo prevedono oltre al birdwatching, laboratori didattici, visite guidate, osservazioni astronomiche, attività sportive, che altre associazioni praticano in questa area. L’oasi WWF Sannio, insieme con altre associazioni coinvolte in questa missione stanno progettando il futuro di questa enorme conca d’acqua.

I piani messi in cantiere, i piccoli passi, le collaborazioni – i sogni, poi, quelli infondo sono a permettere che il verde si diffonda – possono vedere la luce solo se accompagnati dagli occhi dei visitatori.

Scegliere di posare lo sguardo a pochi passi da casa è la via migliore per essere più umani.

la Viandante

 

COME ARRIVARE

In auto:

  • da Benevento, proseguire in direzione Campobasso (statale 88), uscita Campolattaro, Oasi WWF
  • da Roma, uscita Caianello, direzione Campobasso (statale 88), uscita Campolattaro, Oasi WWF
  • da Sud, autostrada Napoli-Bari, uscita Benevento, direzione Campobasso (statale 88), proseguire per Campolattaro, Oasi WWF
  • da Campobasso, statale 88, uscita Campolattaro, Oasi WWF

 

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