Omignano, è un comune in provincia di Salerno ed è posizionato proprio alle pendici orientali del Monte Stella, lungo la valle dell’Alento, un magico paesino tra le nuvole, montagne e mille stelle

Viaggiare nel Cilento Antico equivale alla riscoperta di una terra vergine, benedetta dalla natura e dal silenzio. Tanti sono i borghi che sembrano provenire da una realtà altra per chi è abituato ai rumori e le sensazioni cittadine.

Uno dei comuni che appartengono a questa zona denominata Cilento Antico, è Omignano, comune che per la sua vicinanza alla vetta del Monte Stella conquista la qualità di centro posto nel “cuore del Cilento’’.

Omignano, è un comune in provincia di Salerno ed è posizionato proprio alle pendici orientali del Monte Stella, lungo la valle dell’Alento, per questo compreso nel territorio del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Paese di 10,1 km², ospita 1645 abitanti, di cui circa 450 nel borgo stesso e i restanti divisi tra le frazioni dello Scalo, Cerreta e Pagliarole.

La storia demografica del luogo attraversa fasi alterne, nel 1489 il paese contava una popolazione di circa 239 persone, ossia 39 famiglie o ‘fuochi’, termine con il quale veniva censito il numero di famiglie di un villaggio. Raggiunti circa i 500 abitanti nel 1648, la crescita abitativa subisce una battuta d’arresto nel 1656-1657 a causa della peste, fino a contare i 215 abitanti. Il boom demografico esplode nel 1961 con 1676 abitanti ma purtroppo col passare degli anni la popolazione ha cominciato a diminuire fino ai dati attuali, a causa non più di carestie o della peste, bensì dell’emigrazione. Un forte flusso emigratorio si verificò all’inizio del 1900 diretto soprattutto verso gli Stati Uniti di America.

La storia di Omignano ha radici antichissime, il documento più antico risale al 1047 e testimonia l’esistenza di un villaggio in questo territorio. La pergamena, ora custodita nell’abbazia di Cava de Tirreni, sancisce la divisione di possedimenti terrieri tra alcuni nobili del tempo; in questo documento vengono citati ‘Guaraczanu’ l’attuale ‘Guarazzano’ e ‘Uminianu’ ossia proprio il comune di Omignano.

Probabilmente il paese fu in origine un insediamento longobardo e leggende popolari legano la sua origine alla distruzione di un centro fortificato sulla sommità del Monte della Stella.

È interessante sapere che gli Omignanesi hanno sempre partecipato agli eventi più importanti della storia italiana. Nel 1647, all’epoca della rivolta di Masaniello a Napoli, ad Omignano la popolazione si ribellò contro il barone Mazzacane, riuscendo a limitare i suoi poteri.
Così come nel 1799, alla proclamazione della Repubblica a Napoli, la popolazione si sollevò e i capi della rivolta piantarono nella piazza del paese l’albero della libertà su modello di altri paesi cilentani.

Attualmente Omignano è un paesino di un’accoglienza e di una tranquillità straordinaria, ad interrompere il silenzio solo il ronzio delle api, il rumore della pioggia, o dell’acqua gelida delle fonti, dove gli abitanti riforniscono le proprie case. Due sono le sorgenti dalle quali le persone possono attingere acqua potabile, la prima è vicina alla piazza centrale del borgo, la seconda è chiamata Fonte del Gius (‘Jus in cilentano) ed è situata all’inizio del sentiero per il Monte Stella.
Accanto alla fonte del Gius è presente un lavatoio comune, dove anticamente si usava fare il bucato, secondo i racconti degli anziani del luogo.

Si tratta dunque di un magico paesino tra le nuvole, montagne e mille stelle mute dove la voce del mare è un’antica nenia di cui resta solo il ricordo e una visione lontana.

A conclusione di questa piccola immersione nella magia Cilentana, una poesia, o piuttosto una preghiera rivolta a tutti i cilentani che decidono di lasciare la propria terra.

Nu fuìt’
Nu fuìt’, nu scappat’
ra sta terra bella
c’ a dat’ pan’,
pac’ e amor’
a tanta bella gent’.
Nu fuìt, restat’ cca;
cercat’ r’ suppurtà.
Turnat’ a zappà la terra
ca nunn’è ‘na vreogna
pecché li vavi vuosti
ra sta terra
c’anu zappatu cu tanta vuluntà
‘anu cacciatu semp r ch’ mangià
(di Germana Roberto)

Non fuggite
Non fuggite, non scappate
da questa bella terra
che ha dato pane
pace e amore
a tanta gente bella.
Non fuggite, restate qui
cercate di resistere.
Tornate a zappare la terra
che non è una vergogna
poiché i vostri avi
da questa stessa terra
che hanno zappato con tanta volontà
hanno sempre ottenuto nutrimento.

Sono Aurora Tesone, sono nata a Napoli e frequento la facoltà di Scienze Sociali della Federico II.

Sin da piccola sono sempre stata appassionata alla fotografia che è per me mezzo e fine.

Ho partecipato a mostre fotografiche con l’Associazione Cremano Giovani, con il Comitato quartiere stella di Casoria e con il centro Gamen; ho lavorato come fotografa per feste private e attualmente lavoro ad un progetto sul territorio di Scampia con un gruppo di fotografi.

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