Buccino Volcei, un museo a cielo aperto

Buccino Volcei, una città per due. Un punto dominante sulla piana del Sele e sul golfo pestano, naturale raccordo di itinerari fluviali e terrestri, su di una collina là dove si uniscono i fiumi Platano e Tanagro, territorio antico e crocevia di genti e di culture proprio per la favorevole posizione geografica. La città di Buccino Volcei, si può considerare come un immenso museo a cielo aperto di grande valore storico, entrato di diritto nel circuito del turismo culturale, ricchezza e vanto dell’intero Cilento: l’area archeologica di Buccino Volcei rappresenta un magnifico esempio di archeologia urbana che si sviluppa interamente sotto l’antico centro storico di Buccino. È qui che s’incontra, si fa la conoscenza di un monumento che tanto a cuore sta ai volceiani in quanto vero e proprio simbolo cittadino: il Castello Baronale.

Gravemente danneggiato dal tremendo sisma del 1980, il centro storico di Buccino Volcei è stato oggetto del programma di ricostruzione dell’Amministrazione Comunale, per richiesta della Sopraintendenza Archeologica di Salerno, che, a sua volta, ne aveva già rilevato l’indiscusso interesse storico-archeologico, in un piano di recupero e di restauro.

Nel programma di restauro compare anche il Castello Baronale di Buccino Volcei, che a partire dal XII sec. occupa l’area dell’antica arce. Il maniero attualmente allo stato di rudere è fruibile attraverso un percorso studiato ad hoc per la conoscenza del Castello. Svariati gli elementi architettonici conservati, grazie ai quali è possibile studiare l’evoluzione cronologica e funzionale del luogo. Fino alla realizzazione del Parco Archeologico e all’intervento di restauro, il Castello era praticamente abbandonato, o quasi: la storica struttura nella sua lunga vita ha dovuto anche svolgere il ruolo di discarica, e l’accumulo progressivo di strati e pietre ha determinato l’obliterazione del sito.

Quale allora la sua storia? Diverse le fasi della sua vita, il suo utilizzo è decisamente prolungato, un periodo compreso tra XII e XX sec d. C.

La costruzione del possente mastio, la torre quadrata, unica traccia della fase normanna, data XII sec. d. C.. Dallo stesso periodo ci giungono le prime notizie documentali del feudo di Buccino e i nomi dei primi dominus: conte Nicola di Principato (1128), giudice Aminabad (1141), Riccardo Philippi (1141). Successivamente con il regno degli Svevi il maniero perde d’importanza (non è citato nello Statum de reparatione castrum imperialum), specie dalla prospettiva militare.

Una svolta nella storia dell’impianto si ha con la dinastia angioina (fine del XII-prima metà XIV sec. d. C.), in quanto è impressionante la riorganizzazione strutturale: il promontorio viene dotato di un apparato difensivo, fossato con due torri circolari e doppia cinta muraria. Altre novità sono: una corte destinata ad accogliere gli spazi residenziali e lavorativi; quattro ambienti lungo il versante nord; una grande cisterna con annesso ambiente di servizio nella parte sud; strutture di accoglienza e magazzini nell’area perpetrata dalla cinta muraria esterna.  In più gli angioini lo assegnano ad importanti feudatari come Roberto primogenito del conte di Fiandra, Tommaso conte di Marisco, Gualtiero de Sommerouse, Guidone d’Alemagna, e a potenti famiglie come, appunto, i d’Alemagna, i Caracciolo e i DI Sangro.

Nei secoli dell’età moderna, XVI-XVII, vi fu un graduale abbandono del Castello, mentre una ripresa cominciò solo tra XVIII e XIX secolo. A testimonianza del sostanziale cambiamento nell’uso  e nella destinazione degli spazi una stalla e un sistema di drenaggio delle acque.

Infine, nel corso del XIX sec., il fortilizio assume la fisionomia di una fabrica, a conferma di ciò quattro grosse calcare, situate lungo il versante settentrionale, e numerose fosse di spegnimento della calce nella parte meridionale.

La storia della Campania fa tappa a Buccino Volcei, godetevi e ammirate lo spettacolo, lo spettacolo della storia.

Laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Storia Moderna dal titolo RITRATTO O MODELLO DELLE GRANDEZZE, DELIZIE E MERAVIGLIE DELLA CITTA’ DI NAPOLI del marchese Giovan Battista Del Tufo(1588)’ (Relatrice la prof.ssa Marcella Campanelli). Laureato in Scienze Storiche, curriculum moderno e contemporaneo, con una tesi in storia moderna seguita dal prof. Giovanni Romeo, dal titolo ‘Le denunce di adescamento in confessione a Napoli tra Sei e Settecento’. Amante della musica, suono la chitarra, scrivo e musico canzoni. Con le mie parole e la mia cultura spero di dare voce all’anima candida di questa terra.

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