Pimonte: Dove storia e natura si incontrano.

Posto alle spalle del Monte Pendolo e alla parte inferiore del monte S. Angelo, a soli 450 m s. l. m., questo piccolo centro agricolo è formato da numerose località, cui fanno da cornice ad Oriente i Monti Lattari, ad Occidente il Golfo di Napoli, a Settentrione il Vesuvio e la piana agro – sarnese, a Mezzogiorno il monte S. Angelo a tre pizzi ed il monte Faito.

Dell’antica storia di Pimonte si sa davvero poco: certa è l’appartenenza di Pimonte all’area dell’antico territorio agro – stabiano. È stata ipotizzata, ancora prima dell’insediamento romano, la presenza di una prima civiltà di pastori. Seguì, poi, lo stanziamento degli Etruschi, dei Sanniti e dei Goti, scacciati dai Greci dopo una battaglia che si svolse alle falde dei Monti Lattari. Certo è che lo sviluppo dell’antica area pimontese fu legata alla storia dei due castelli di Pino e di Pimonte, fondati dagli Amalfitani per difendere le località dalle invasioni longobarde e saracene. Questo attesta l’inesorabile legame che la città ebbe con Amalfi, a cui in parte legò la sua fortuna.

Al tempo della Repubblica Amalfitana, la città di Pimonte godette dei successi e della ricchezza commerciale dei territori vicini e acquistò sempre una maggiore importanza. La Repubblica, comprendendo l’importanza strategica e militare della collinetta di Pino, fece erigere il Castrum Pini a difesa di tutto il territorio. Con la fine della Repubblica Amalfitana, la città attraversò un duro periodo di dominazione: con l’avvento di Ruggiero il Normanno, l’area di Pino e il suo territorio continuarono ad essere sotto la giurisdizione di Amalfi, ma con Federico II Pimonte e di tutte le terre adiacenti che facevano parte del ducato amalfitano furono inglobate nel regio demanio. Con l’avvento della dominazione degli Angioini l’unità politico – amministrativa del paese si conservò a stento, e le università di Pino e Pimonte, in quento essi decisero di separare Agerola, Pino e Pimonte dal ducato amalfitano.

Pimonte presenta una ricca potenzialità paesaggistica per la particolare conformazione geografica che comprende diverse aree: da una pedemontana e collinare fino ad un’area montana ricca di sentieri da scoprire ed esplorare, di cui alcuni sopravvivono sulle tracce di antiche mulattiere. Questi conducono in zone di suggestivo fascino naturalistico e di grande interesse storico, come la cresta del Monte Pendolo fino al Belvedere. Tra le caratteristiche boschive e arboree, particolarmente attraenti sono castagni e querce insieme ad altre specie tipiche della Macchia Mediterranea. Interessanti anche i ruderi dei due castelli di Pino e di Pimonte e le antiche chiese collocate nelle piccole frazioni del comune. Insomma, a Pimonte si arriva credendo di non trovar nulla e si scopre molto più di quel che sembra: un luogo incredibilmente piacevole per scampagnate e per il trekking.

La particolare geomorfologia del territorio ha fatto sì che a Pimonte si sviluppasse da secoli una cerasicoltura tipica fatta di diversi ecotipi. Da menzionare soprattutto una varietà in particolare, detta “Cerasa do’ mostro”, di pezzatura grossa, di forma tondeggiante, di colore rosso scuro, dalla polpa soda e succosa. I frutti maturano tra fine giugno e prima decade di luglio. Da menzionare anche la cosiddetta “Provola di Don Vincenzo”, un formaggio a pasta filata, ottenuto dalla lavorazione di latte vaccino e sottoposto a lunga stagionatura. Altro formaggio da assaggiare è la Caciotta dei Monti Lattari, ottenuta da latte fresco di capra napoletana, cagliato e lavorato a mano.

Come arrivare

IN AUTO
A3 Napoli- Reggio Calabria, uscita Castellammare di Stabia, proseguire per Agerola. Distanza da Napoli km 35 Tempo stimato di percorrenza 45 minuti.

IN TRENO
Agevolmente può essere utilizzata la Circumvesuviana, linea Napoli-Sorrento, fermata di Castellammare di Stabia. Prosegui con autobus di linea SITA per Agerola. La stazione F.S. più vicina è a Gragnano che dista 4 Km.

IN AEREO
Dall’aeroporto Capodichino – Napoli si prosegue poi seguendo le indicazioni autostradali.

Sergio Mario Ottaiano, classe ’93, Dottore in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia Federico II di Napoli. Musicista, giornalista, scrittore, Social Media Manager, Digital PR e Copywriter. Presidente del giornale Terre di Campania. Collabora per Music Coast To Coast, Fumettologica, BeQuietNight e MusicRaiser. Ha pubblicato svariati racconti e poesie in diverse antologie; pubblica con Genesi Editrice il romanzo dal titolo “Un’Ucronìa” Il 1/4/2014; pubblica con Rudis Edizione il saggio dal titolo “Che lingua parla il comics?” il 23/1/17.

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